I danni

Il temporale che nei giorni scorsi si è abbattuto sull'alto Garda ha colpito anche il Vittoriale degli Italiani, a Gardone Riviera. Il vento ha sradicato alberi nel parco e uno di questi, un grande cipresso, è caduto sulla Nave Puglia spezzandone l'albero maestro.

Sono state danneggiate anche l'area del Laghetto delle Danze e la zona delle Vallette, dove la caduta di alberi ha reso inagibili alcuni percorsi. Non risultano feriti. Il complesso non è stato chiuso nel suo insieme, ma alcune aree restano inaccessibili.

La reazione istituzionale

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha detto di aver constatato la prontezza con cui il presidente della Fondazione, Giordano Bruno Guerri, e il personale hanno avviato gli interventi per mettere in sicurezza il complesso, e ha assicurato che il ministero "seguirà le operazioni di ripristino con la massima attenzione", perché il patrimonio sia restituito al pubblico "nel minor tempo possibile".

La stima dei danni non è stata quantificata.

Che cos'è la Nave Puglia

Vale la pena spiegare che cosa è stato colpito, perché è uno degli oggetti più singolari conservati in un museo italiano. La Puglia è una nave militare vera, un incrociatore, di cui Gabriele D'Annunzio ottenne la prora. Fu smontata, trasportata sul lago e incastonata nel fianco della collina del Vittoriale, con la prua rivolta verso l'Adriatico.

Non è un modello né una ricostruzione: è una porzione di nave reale collocata in un giardino a quattrocento chilometri dal mare. L'albero maestro che il cipresso ha spezzato faceva parte di quella struttura.

Il Vittoriale

Il complesso fu costruito da D'Annunzio con l'architetto Giancarlo Maroni a partire dal 1921, e comprende la Prioria, cioè la casa del poeta, l'anfiteatro, il parco e il mausoleo. Il poeta lo donò allo Stato ancora in vita.

È uno dei casi più estremi di casa-museo: non un edificio in cui si conservano oggetti appartenuti a qualcuno, ma un'opera unica progettata dal proprietario come autoritratto, in cui ogni stanza e ogni scorcio del parco sono stati disposti per produrre un effetto preciso.

Perché eventi come questo contano

I danni da maltempo ai beni culturali all'aperto stanno diventando una voce ricorrente delle cronache estive, e la ragione è tecnica più che retorica: i parchi storici sono fatti di alberi ad alto fusto piantati un secolo fa, e un secolo fa i temporali di questa intensità erano più rari.

Un grande albero che cade non danneggia soltanto se stesso: cade su qualcosa. Nei complessi monumentali con giardino, la manutenzione del patrimonio arboreo è quindi diventata parte della tutela del patrimonio costruito, e non una voce separata del bilancio.