La visita
Leone XIV ha visitato a sorpresa l'abbazia di Montecassino nella mattinata del 20 luglio. Secondo la ricostruzione dell'ANSA, il Papa ha pregato sulla tomba di San Benedetto e ha poi pranzato con la comunità monastica, per rientrare in seguito a Castel Gandolfo.
La sala stampa vaticana riferisce che il Papa ha affidato al santo "la propria implorazione per la pace in quelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto".
Perché a San Benedetto
La scelta del luogo non è casuale, e conviene spiegarne il senso a chi non ha familiarità con la simbologia. Montecassino è il monastero che Benedetto da Norcia fondò nel VI secolo, ed è il punto d'origine del monachesimo occidentale: la regola benedettina, con il suo "ora et labora", ha plasmato per secoli la vita religiosa in Europa e, di riflesso, la sua organizzazione culturale.
Benedetto è inoltre patrono d'Europa. Un pontefice che si reca sulla sua tomba per affidargli una preghiera per la pace compie un gesto che è insieme spirituale e, implicitamente, rivolto al continente.
Un'abbazia distrutta e ricostruita
C'è un altro strato che rende Montecassino un luogo particolarmente denso per un messaggio di pace. Nel 1944, durante la Seconda guerra mondiale, l'abbazia fu completamente distrutta dai bombardamenti alleati, nella convinzione, poi rivelatasi errata, che ospitasse postazioni tedesche. La battaglia di Montecassino fu una delle più sanguinose della campagna d'Italia.
L'abbazia che si vede oggi è una ricostruzione fedele, realizzata nel dopoguerra secondo il principio "dov'era, com'era". È quindi essa stessa un monumento a una distruzione e a una rinascita: pregare lì per la pace, in un mondo che il Papa descrive segnato dal sangue, aggiunge alla preghiera il peso di un luogo che quella distruzione l'ha subìta.
Uno stile
La visita a sorpresa, senza il consueto apparato, è anche un dato di metodo. Un pontefice che si sposta senza preavviso da Castel Gandolfo, dove trascorre il periodo estivo, per un gesto raccolto e privato, comunica qualcosa sul modo in cui intende esercitare il proprio ruolo, prima ancora che con le parole.
Le fonti non riportano un discorso pubblico né altre dichiarazioni oltre a quella diffusa dalla sala stampa. È coerente con il carattere dell'iniziativa: non un evento, ma una preghiera.



