Chi è stato espulso

La Russia ha espulso l'addetto militare italiano a Mosca e un suo collaboratore. La notizia è stata data dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha usato parole nette: la Federazione russa ha espulso "senza motivo" i due, e si tratta di "un atto di plateale ritorsione per l'espulsione dall'Italia di due addetti militari russi, colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio contro la nostra sicurezza nazionale".

Nella stessa giornata l'incaricato d'affari italiano in Russia, Giovanni Scopa, è stato convocato al ministero degli Esteri russo. Va tenuta distinta la sua posizione da quella dei due espulsi: essere convocati non equivale a essere espulsi, ed è una distinzione che in alcune ricostruzioni circolate oggi si è persa.

Mosca non ha reso pubblica una motivazione. Tempi e modalità per lasciare il Paese non sono stati comunicati.

Come funziona questo meccanismo

Le espulsioni diplomatiche reciproche seguono una grammatica consolidata e piuttosto rigida. Quando un Paese espelle personale di un'ambasciata straniera per attività di intelligence, l'altro risponde di norma con un numero equivalente di espulsioni, spesso di grado analogo. La simmetria è il punto: serve a segnalare che la contromossa è una risposta, non un'iniziativa.

Il secondo elemento ricorrente è la disputa sulla motivazione. Il Paese che espelle per primo dichiara di avere prove; quello che risponde afferma che le proprie espulsioni sono infondate e agisce comunque. Le due versioni non sono conciliabili per costruzione, ed è il motivo per cui vanno sempre attribuite a chi le sostiene.

Nel caso di oggi la ricostruzione italiana è quella di Tajani, riportata sopra. La versione russa, allo stato, non c'è.

Il quadro

I rapporti fra Roma e Mosca sul piano dell'intelligence sono tesi da tempo, e le espulsioni reciproche di personale diplomatico accreditato sono diventate uno strumento ricorrente nelle relazioni fra la Russia e i Paesi europei dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina.

Su questa vicenda circolano già ricostruzioni di dettaglio riguardo ai nomi delle persone coinvolte e alla natura delle informazioni che sarebbero state oggetto di spionaggio. Non le riportiamo: provengono da fonti che non siamo in grado di verificare in modo indipendente, e su una materia come questa la precisione conta più della completezza.

Cosa manca

Non risultano al momento contromisure italiane annunciate oltre alla presa di posizione del ministro. Restano da chiarire i tempi concessi ai due italiani per lasciare la Russia e se seguiranno ulteriori passi da una parte o dall'altra.