Lo spettacolo

La grande danza torna sotto le stelle di Roma. Il 24 e 25 luglio il Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera porta al Circo Massimo "Romeo e Giulietta", nella versione firmata da John Cranko sulle musiche di Sergej Prokof'ev.

La compagnia, diretta da Eleonora Abbagnato, sceglie una cornice monumentale: lo spazio del Circo Massimo, che dà alla tragedia degli amanti di Verona una dimensione ancora più ampia. Nel ruolo di Giulietta c'è l'étoile Susanna Salvi, affiancata dal primo ballerino Michele Satriano nei panni di Romeo. Sul podio dell'Orchestra dell'Opera di Roma, Ido Arad.

La firma di Cranko

Il nome che fa la differenza è quello del coreografo. John Cranko è uno dei grandi autori del balletto del Novecento, e la sua lettura di "Romeo e Giulietta" è considerata un riferimento internazionale. La sua non è danza astratta: è teatro danzato, in cui ogni gesto porta avanti il racconto e i corpi diventano parola.

Su questa struttura si innesta la partitura di Prokof'ev, tra le più amate del repertorio, capace di alternare il lirismo delle scene d'amore alla tensione drammatica dei conflitti. Coreografia e musica lavorano insieme per restituire la parabola shakespeariana di passione e morte.

Un ritorno atteso

Per il Teatro dell'Opera la scelta ha anche un valore di memoria. L'ultima volta che il titolo era andato in scena a Roma risale al 2010, alle Terme di Caracalla, in una versione firmata da Carla Fracci. Ritrovarlo oggi, in un altro luogo simbolo della città, è come riannodare un filo.

È anche la conferma di una linea: portare la danza classica fuori dalla sala tradizionale, negli spazi monumentali della città, per raggiungere un pubblico più ampio nelle sere d'estate.

Danzare in uno spazio antico

Mettere in scena un balletto in un luogo come il Circo Massimo non è un dettaglio scenografico. È una scommessa che intreccia il rigore della danza classica con l'aria aperta, le distanze, l'acustica di uno spazio nato per tutt'altro.

Per due sere, la storia più celebre dell'amore contrastato prende corpo tra i resti dell'antica Roma. Un incontro tra due grandezze, quella del capolavoro coreografico e quella del luogo, che è il vero motivo per cui vale la pena esserci.