Il furto

Ottanta fiale di Fentanyl sparite da un ospedale. Due custodi dell'ospedale Israelitico di Roma sono indagati per il furto del potente oppioide, scoperto durante un controllo. Le fiale sarebbero state sottratte tra l'11 e il 23 giugno.

Una premessa doverosa: i due sono indagati, non condannati. Vale per loro, come per chiunque, la presunzione d'innocenza, e sarà l'inchiesta a stabilire come siano andate davvero le cose.

Le indagini

A seguire il caso sono i carabinieri del Nas, coordinati dalla Procura di Roma, con il procuratore aggiunto Giovanni Conzo. L'assenza di segni di effrazione sulla cassaforte ha indirizzato gli accertamenti verso il personale interno con accesso ai farmaci.

Nel corso dell'inchiesta, l'8 luglio la struttura è stata sottoposta a un'ispezione, durante la quale sono state esaminate le procedure di custodia e gestione dei medicinali.

Le falle nella custodia

Dalle verifiche sono emerse alcune criticità nella gestione della sicurezza dei farmaci. Tra queste, secondo quanto riferito, l'assenza di un adeguato sistema di videosorveglianza nelle aree in cui erano custodite le fiale e la pratica di condividere la chiave della cassaforte tra più dipendenti, oltre a possibili lacune nelle registrazioni.

Sono elementi che, se confermati, aiutano a spiegare come un ammanco di questo tipo abbia potuto verificarsi e restare a lungo inosservato. È anche su queste procedure, oltre che sulle responsabilità individuali, che si concentra l'attenzione degli investigatori.

Perché è grave

Il punto è la natura della sostanza. Il Fentanyl è un oppioide sintetico usato in ambito medico come potente antidolorifico e anestetico, molto più forte della morfina. Proprio per questo la sottrazione di decine di fiale rappresenta un rischio sanitario serio.

Sulla destinazione delle fiale gli inquirenti formulano ipotesi prudenti. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha dichiarato che non c'è alcun segnale che la sostanza sia finita nel mercato della droga. Tra le piste al vaglio, come riferito, c'è invece quella di un possibile impiego per interventi chirurgici in studi non autorizzati.

Cosa resta da chiarire

Le indagini proseguono per ricostruire l'esatta dinamica del furto e la sorte delle fiale. Al di là del singolo episodio, la vicenda accende un faro su un tema delicato: la sicurezza nella custodia dei farmaci più pericolosi all'interno delle strutture sanitarie.

Per ora i fatti accertati sono quelli essenziali: 80 fiale mancanti, due persone indagate, un'inchiesta in corso. Il resto, comprese le eventuali responsabilità, dovrà emergere dagli accertamenti.