Per la prima volta l'auto elettrica supera la soglia simbolica del 10% del mercato in Italia. A giugno 2026 le vetture a batteria hanno raggiunto una quota del 10,1% delle immatricolazioni, in un mese in cui l'intero mercato è cresciuto del 10,6%. Ma dietro il traguardo, le associazioni di settore lanciano un allarme sul dopo-incentivi.
Il mese e il semestre
A giugno in Italia sono state immatricolate 146.423 auto, il 10,6% in più rispetto allo stesso mese del 2025, settimo mese consecutivo di crescita, come riferisce l'ANSA. Nel primo semestre le vetture nuove hanno superato quota 936 mila, con un progresso del 9,6% sul 2025. Bene anche il gruppo Stellantis, che nel mese ha immatricolato poco più di 40 mila auto, in aumento del 23%, con una quota di mercato salita al 27,3%.
Il balzo dell'elettrico
Il dato più significativo riguarda però le auto a zero emissioni: il 10,1% di giugno rappresenta un netto passo avanti rispetto ai livelli dell'anno precedente e segna il primo ingresso stabile nella doppia cifra. Un risultato che fotografa un mercato in movimento, ma che secondo gli operatori poggia su basi fragili.
L'allarme sugli incentivi
A pesare è il legame stretto tra la crescita e gli incentivi pubblici, ormai in via di esaurimento. L'UNRAE, l'associazione delle case automobilistiche estere, sottolinea come l'Italia resti l'unico grande mercato europeo privo di aiuti destinati ai privati per l'acquisto di auto elettriche, con una penetrazione delle BEV che nel resto d'Europa viaggia ben più in alto, oltre il 20% nella media dei primi mesi dell'anno. Il timore condiviso dalle associazioni è che, una volta terminata la spinta dei bonus, la domanda possa rallentare bruscamente, ampliando il divario con gli altri Paesi.
Una crescita da consolidare
Il quadro che emerge è ambivalente. Da un lato l'Italia raggiunge un traguardo atteso da tempo, con l'elettrico che entra davvero nelle scelte degli automobilisti; dall'altro quella crescita appare dipendente da misure temporanee, più che da una domanda strutturale. La partita, avvertono gli operatori, si giocherà sulla capacità di dare stabilità agli aiuti e alla rete di ricarica, in un settore considerato strategico per l'industria e per gli obiettivi di riduzione delle emissioni.



