Un dialogo con il maestro barocco
Caravaggio non smette di parlare al presente. A Palazzo Bonaparte, a Roma, dal 16 luglio al 23 agosto è aperta la mostra Caravaggio Forever, con oltre 40 tele di Marco Tamburro. Ognuna delle opere si misura con un capolavoro di Michelangelo Merisi, non per imitarlo, ma per raccoglierne l'eredità: quel modo diretto e senza filtri di guardare la realtà che ha rivoluzionato la pittura.
Chi è Marco Tamburro
Nato a Perugia nel 1974, formatosi tra l'Accademia di Brera e l'Accademia di Belle Arti di Roma, Tamburro sceglie di non replicare lo stile caravaggesco. La sua non è una questione di copia, ma di attitudine: ha spiegato di non voler dipingere come Caravaggio, perché sarebbe stato un vicolo cieco, ma di volerne ereditare lo sguardo. Il risultato è un corpo di opere che tiene insieme la lezione del passato e i temi del nostro tempo.
La contemporaneità nelle tele
Dove il barocco cercava la luce e il sacro, Tamburro innesta elementi del presente: figure e riferimenti della cultura contemporanea si affacciano nelle scene rilette, dagli astronauti alle icone della cultura di massa. È un cortocircuito visivo che invita lo spettatore a riconoscere le corrispondenze tra le composizioni antiche e i loro echi attuali, tra la fragilità dell'uomo di ieri e quella dell'uomo di oggi.
Il percorso della mostra
Curata da Giulia Silvia Ghia e prodotta da Arthemisia, l'esposizione è organizzata in sei sezioni tematiche, dedicate ad ambiti diversi della condizione umana, dal desiderio alla fede, dalla dimensione urbana all'immaginazione collettiva. Ogni opera conserva il riferimento al dipinto di Caravaggio che l'ha ispirata, costruendo un percorso a specchio tra i due artisti.
Un ponte tra istituzioni
L'iniziativa si inserisce in una cornice ampia, con il coinvolgimento di figure istituzionali e culturali, dalla presidenza di Arthemisia Iole Siena fino al patrocinio che lega il progetto anche a Malta, con la presenza dell'ambasciatore maltese in Italia. Completa il percorso un documentario firmato da Giovanni Storaro, che accompagna il visitatore nel processo creativo dell'artista. "Caravaggio Forever" si propone così non come un semplice omaggio, ma come una domanda posta al presente: come guardiamo, oggi, il mondo che ci circonda.



