Un contratto atteso
Arriva una novità per chi lavora nella sicurezza e nella difesa del Paese. Il rinnovo del contratto del comparto, relativo al triennio 2025-2027, prevede aumenti in busta paga e il recupero degli arretrati per il personale di polizia, forze armate, vigili del fuoco e polizia penitenziaria. Un pacchetto che riguarda una platea molto ampia di lavoratori in divisa.
Quanto pesano gli aumenti
Secondo le ricostruzioni della stampa economica, per le qualifiche iniziali l'incremento sarà di circa 100 euro netti al mese, con importi che variano in base al grado, all'anzianità e alla categoria. Sommando questo rinnovo agli incrementi già riconosciuti con il contratto precedente, il beneficio complessivo salirebbe verso i 200 euro mensili per i profili di base. È il segnale di un recupero, dopo anni segnati dall'inflazione e da retribuzioni percepite come inadeguate rispetto al carico e ai rischi del lavoro.
Gli arretrati
Oltre agli aumenti a regime, il contratto prevede una quota una tantum di arretrati, stimata intorno ai 2.400 euro per ciascun operatore. Anche in questo caso l'importo effettivo dipende dalla qualifica, dall'anzianità e dai mesi effettivamente lavorati nel periodo in cui il contratto era scaduto. È il modo con cui si compensa il ritardo nel rinnovo, un problema ricorrente nel pubblico impiego.
Un percorso non ancora chiuso
Attenzione, però, a considerare la partita completamente definita. Le fonti segnalano che il negoziato non è ancora del tutto concluso e che l'iter proseguirà nei giorni successivi, anche con i passaggi relativi alle componenti militari. Restano inoltre sul tavolo temi che i sindacati considerano cruciali, a partire dal nodo previdenziale, ossia le regole pensionistiche specifiche del comparto.
Che cosa resta da fare
Il rinnovo rappresenta comunque un riconoscimento delle rivendicazioni portate avanti nei mesi scorsi dalle rappresentanze del personale. Ma la strada non è finita: la definizione degli ultimi passaggi e la questione delle pensioni indicano che il confronto tra governo e sindacati proseguirà. Per gli operatori in divisa, l'appuntamento con le buste paga più pesanti e con gli arretrati è comunque all'orizzonte, nel quadro di un contratto pensato per allinearsi al triennio 2025-2027.



