Una mostra per un maestro
Torino rende omaggio a uno dei grandi del cinema d'impegno. Il Museo Nazionale del Cinema, nella Mole Antonelliana, ospita dal 16 settembre al 5 aprile la mostra "Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l'altra", a cura di Mauro Genovese con Caterina Massignani. Un'esposizione che arriva in un anno di doppia ricorrenza: i vent'anni dalla scomparsa del regista e i sessanta dal Leone d'Oro conquistato a Venezia da La battaglia di Algeri.
L'archivio donato dalla famiglia
Il cuore della mostra è l'archivio di Pontecorvo, donato dalla famiglia al museo e descritto come uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore del cinema italiano. In esposizione ci sono documenti originali, sceneggiature, appunti, fotografie, corrispondenza e filmati, in gran parte inediti. Materiali che permettono di entrare nel laboratorio di un cineasta che ha fatto della ricerca e del rigore la sua cifra.
Il Leone d'Oro in vetrina
Tra i pezzi più significativi c'è il Leone d'Oro originale del 1966, esposto per la prima volta al pubblico. Non solo un premio, ma il simbolo di un riconoscimento internazionale per un film, La battaglia di Algeri, che è rimasto un riferimento per il cinema politico di tutto il mondo. Attorno a questo oggetto si dipana il racconto di un'opera capace di parlare, ancora oggi, di lotta, potere e libertà.
I film e le collaborazioni
Il percorso attraversa i titoli fondamentali della carriera di Pontecorvo, da La battaglia di Algeri a Kapò, da Giovanna a Queimada, quest'ultimo interpretato da Marlon Brando. Emergono anche le collaborazioni che hanno segnato il suo cinema: la scrittura con Franco Solinas e le musiche di Ennio Morricone, insieme a figure come Yacef Saadi, protagonista e testimone della vicenda algerina. Un intreccio di nomi che restituisce la dimensione corale del suo lavoro.
Perché vederla
In un'epoca in cui il cinema d'impegno cerca nuove forme, tornare a Pontecorvo significa misurarsi con un autore che credeva nel racconto come strumento di conoscenza civile. La mostra della Mole non è solo un tributo alla memoria, ma un'occasione per riscoprire, attraverso carte e immagini, come nascevano film destinati a lasciare il segno. Per Torino, città del cinema, è anche un tassello che arricchisce l'offerta culturale della stagione.



