La musica italiana perde una delle sue voci più eleganti. È morto Peppino di Capri, spentosi nella sua isola dopo una lunga malattia all'età di 87 anni, come riferisce l'ANSA.

Un pianista prestato alla canzone

Nato a Capri, al secolo Giuseppe Faiella, Peppino di Capri è stato prima di tutto un musicista: pianista di gusto sopraffino, capace di muoversi con naturalezza tra il jazz, la tradizione napoletana e la musica leggera. Fu proprio questa formazione a dare alle sue interpretazioni quell'inconfondibile eleganza che ne ha fatto un interprete della grande musica italiana, come lo ricorda Rai News.

Il pioniere del twist

Tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, Peppino di Capri intuì prima di molti la forza dei nuovi ritmi che arrivavano dall'America. Con la sua band portò in Italia il twist e il rock and roll, fondendoli con la melodia mediterranea e conquistando le nuove generazioni. Fu, in quella stagione, un innovatore capace di svecchiare la canzone italiana senza tradirne l'anima.

"Champagne" e il primato di Sanremo

Nel corso di una carriera lunghissima, il suo nome è rimasto legato soprattutto a "Champagne", ballata sofisticata e mondana diventata il suo brano-simbolo. Ma il repertorio di Peppino di Capri è vastissimo, e attraversa decenni di storia della musica leggera. Grande protagonista del Festival di Sanremo, ne è stato uno degli interpreti più assidui, con un numero di partecipazioni tra i più alti di sempre e due vittorie: "Un grande amore e niente più" nel 1973 e "Non lo faccio più" nel 1976.

L'eredità

Con lui se ne va un pezzo di storia del costume italiano, un artista che ha saputo rappresentare un'idea di eleganza e di dolce vita mediterranea, tra Capri e i palcoscenici di tutta Italia. Lascia tre figli, Nico, Edoardo e Daria. La sua musica, fatta di raffinatezza e di leggerezza mai banale, resta uno dei ritratti più autentici di un'epoca, e continuerà a far cantare chi in quelle melodie ha riconosciuto la colonna sonora della propria vita.