Stop al macero

Una pratica diffusa e poco conosciuta finisce fuori legge. Dal 19 luglio le grandi imprese non possono più distruggere i capi di abbigliamento, le calzature e gli accessori rimasti invenduti. Lo stabilisce il regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti, l'Ecodesign, che mira a mettere fine allo spreco di merce nuova mai arrivata sul mercato. Le medie imprese saranno chiamate ad adeguarsi a partire dal 2030.

Un fenomeno enorme

Il problema che la norma vuole affrontare è tutt'altro che marginale. Secondo le stime europee, ogni anno tra il 4% e il 9% dei prodotti tessili invenduti viene distrutto senza essere mai indossato. Un volume di spreco che si traduce anche in un costo ambientale pesante, con milioni di tonnellate di anidride carbonica legate a capi mandati al macero. In alcuni Paesi il valore della merce distrutta ogni anno raggiunge diverse centinaia di milioni di euro.

Cosa dovranno fare le aziende

La nuova regola impone un cambio di rotta. Al posto dell'incenerimento o dello smaltimento in discarica, le grandi aziende dovranno privilegiare percorsi alternativi per le eccedenze: il riuso, la rivendita, la donazione o il riciclo. L'obiettivo è dare una seconda vita ai prodotti, riducendo i rifiuti e valorizzando risorse che oggi vengono semplicemente eliminate. A partire dal 2027 scatterà anche l'obbligo di trasparenza: le imprese dovranno comunicare, secondo un formato standard europeo, quantità, peso e modalità di smaltimento della merce invenduta scartata.

Il segnale al settore

La misura si inserisce nella strategia europea per rendere più sostenibile un comparto, quello della moda e in particolare del fast fashion, spesso criticato per l'enorme quantità di rifiuti che produce. Con volumi di produzione altissimi e cicli sempre più rapidi, l'invenduto è diventato un problema strutturale. Il divieto punta a spingere le aziende a produrre in modo più mirato e a gestire con maggiore responsabilità ciò che non riescono a vendere. Per i consumatori è anche un invito a guardare con occhi diversi al valore di ciò che indossano, in un settore che dovrà imparare a sprecare di meno.