Le tensioni nel Golfo tornano a farsi sentire sul portafoglio degli europei. Con la nuova crisi dello Stretto di Hormuz, il prezzo del gas è risalito oltre una soglia critica, come riferisce l'ANSA.

Il gas oltre i 50 euro

Sulla piazza Ttf di Amsterdam, il mercato di riferimento europeo, il prezzo del gas ha toccato 50,12 euro al megawattora, in rialzo del 2,17 per cento. È la prima volta che la quotazione supera la soglia dei 50 euro dal 7 aprile scorso. A spingere i prezzi, secondo le analisi, sono due fattori: la concorrenza aggressiva dei mercati asiatici, che assorbono gran parte del gas naturale liquefatto disponibile, e un rallentamento della produzione del Qatar dopo l'attacco a una sua nave metaniera nello Stretto di Hormuz.

Il traffico bloccato nello Stretto

È proprio Hormuz il cuore della crisi. Dopo un secondo attacco statunitense contro l'Iran, il traffico navale nello Stretto si è quasi paralizzato. Secondo il monitoraggio di Bloomberg, mercoledì sono transitate appena 14 navi, contro una media di 34 al giorno registrata a giugno durante la tregua. Solo poche imbarcazioni continuano a percorrere la rotta più vicina alle coste iraniane, tra cui una superpetroliera sotto sanzioni, e alcune navi avrebbero disattivato i transponder per non essere individuate.

Perché conta per l'Italia

Lo Stretto di Hormuz è un passaggio strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas: quando il traffico rallenta, l'effetto si trasmette rapidamente ai prezzi. Per un Paese come l'Italia, che importa gran parte dell'energia che consuma, un gas più caro significa il rischio di bollette più salate per famiglie e imprese e, a cascata, nuove spinte sull'inflazione. Particolarmente esposti sono i settori più energivori, dall'industria pesante alla manifattura, che vedono aumentare i costi di produzione.

Uno scenario da monitorare

Molto dipenderà da quanto durerà la fase di tensione. Se la situazione nello Stretto dovesse normalizzarsi, la pressione sui prezzi potrebbe rientrare in tempi rapidi; se invece l'escalation proseguisse, il caro-energia rischierebbe di consolidarsi proprio in vista dei mesi autunnali e invernali, quando i consumi tornano a salire. È lo scenario che governi e mercati osservano con attenzione, consapevoli che, come già accaduto in passato, la geopolitica del Golfo può arrivare fino al contatore di casa.