Non tutti gli strumenti a sostegno delle famiglie funzionano allo stesso modo quando si tratta di lavoro femminile. È uno dei messaggi che emergono dal rapporto annuale dell'Inps, come riferisce l'ANSA.

Il limite dell'assegno unico

Secondo l'istituto di previdenza, l'assegno unico universale può favorire un aumento, seppur contenuto, delle nascite, ma rischia di ridurre la partecipazione delle madri al mercato del lavoro se non è accompagnato da misure che sostengono l'occupazione. Non un giudizio sulla misura in sé, quanto un'evidenza che invita a distinguere tra sostegni economici diretti e politiche capaci di creare le condizioni per lavorare. La conclusione di fondo dell'Inps è netta: contrastare la bassa natalità non può basarsi solo sui trasferimenti monetari.

Dove il welfare funziona: nidi e lavoro da remoto

Molto più efficaci, secondo il rapporto, si dimostrano gli strumenti che agiscono sulla conciliazione. L'accesso al bonus asilo nido aumenta di circa 6 punti percentuali la probabilità che una madre resti occupata, e il suo utilizzo è cresciuto in modo netto, passando dal 4 per cento degli aventi diritto nel 2017 a oltre il 35 per cento nel 2025.

Ancora più marcato l'effetto dello smart working. Il lavoro da remoto, rileva l'Inps, riduce fino all'87 per cento la cosiddetta "child penalty", cioè la penalizzazione economica e professionale legata alla nascita di un figlio, ed è associato a un reddito fino a 1.300 euro in più nell'anno successivo al parto, oltre che a effetti positivi sulla natalità.

Pensioni più lontane e più stranieri al lavoro

Il rapporto fotografa anche altri due processi di lungo periodo. Il primo riguarda l'età della pensione: per i lavoratori dipendenti privati l'età media di uscita è salita di 7 anni e 3 mesi dal 1995, arrivando quasi a 65 anni. Il secondo è il crescente contributo dei lavoratori stranieri: tra il 2019 e il 2025 gli occupati extracomunitari sono aumentati di oltre il 35 per cento, tanto che oggi circa un lavoratore dipendente su sette è di origine straniera.

Una lezione per le politiche familiari

Il quadro tracciato dall'Inps offre indicazioni concrete a chi disegna le politiche familiari. Se l'obiettivo è tenere insieme natalità e lavoro femminile, i sussidi universali da soli non bastano: servono servizi accessibili, a partire dagli asili nido, e forme di organizzazione del lavoro flessibili. È la differenza tra un welfare che si limita a erogare risorse e uno che rimuove gli ostacoli concreti alla partecipazione, così che avere un figlio non si traduca in una rinuncia professionale.