Un ritrovamento dietro un muro

A volte il patrimonio riaffiora dove nessuno lo cercava. Nell'Aula Magna dell'ospedale Sacco di Milano sono riemersi alcuni affreschi degli anni Trenta, nascosti dietro un muro che è stato abbattuto durante i lavori. Le decorazioni sono attribuite, in via al momento probabile e non certa, all'architetto Piero Portaluppi, figura centrale della Milano del Novecento.

Il valore dell'attribuzione

La cautela è d'obbligo: la Soprintendenza segue il caso e sarà lo studio degli esperti a stabilire con maggiore certezza la paternità dell'opera. Portaluppi lasciò a Milano una firma inconfondibile, dalla Villa Necchi Campiglio al Planetario di corso Venezia, e la sua eventuale mano nell'Aula Magna del Sacco aggiungerebbe un tassello a un percorso già ricco. L'edificio ospedaliero fu costruito proprio in quegli anni, il che rende plausibile un intervento decorativo coevo.

La tutela e i tempi

Il ritrovamento ha immediatamente posto un tema di conservazione. Il progetto dei lavori sarà riprogettato per salvaguardare le pitture, con un intervento di restauro previsto entro giugno 2026. Come ha spiegato la direzione dell'Asst Fatebenefratelli-Sacco, l'obiettivo è integrare la scoperta nel cantiere senza comprometterla, trasformando un imprevisto in un'occasione di valorizzazione.

Un cantiere da 194 milioni

L'operazione si inserisce in un più ampio piano di ammodernamento dell'ospedale, finanziato con circa 194 milioni di euro tra risorse del Pnrr, del Pnc e della Regione Lombardia. Un investimento pensato per rinnovare le strutture sanitarie che ora, quasi per caso, si intreccia con la storia dell'architettura milanese. Se l'attribuzione sarà confermata, la città avrà riscoperto un frammento del suo Novecento nascosto per decenni dietro un muro.