Mozart come bussola
Aprire la stagione con «Le nozze di Figaro» è una dichiarazione d'intenti: la perfezione drammaturgica di Mozart resta il metro su cui misurare tutto il resto. Il Teatro Carlo Felice di Genova inaugura così la stagione 2026-2027 il 16 ottobre, con la direzione di Jordi Bernacer e Carmela Remigio nel ruolo della Contessa.
Il cartellone operistico
Il cuore della programmazione guarda soprattutto all'Ottocento. Il 20 novembre tocca a «I Capuleti e i Montecchi» di Bellini, con Jessica Pratt e Annalisa Stroppa e la bacchetta di Renato Palumbo. Seguono «Pagliacci» di Leoncavallo (22 gennaio) e «L'italiana in Algeri» di Rossini (19 febbraio), quest'ultima con la regia di Maurizio Scaparro, le scene di Emanuele Luzzati e Daniela Barcellona nei panni di Isabella.
A marzo arriva «Turandot» (19 marzo), in una versione che il teatro ha scelto di interrompere alla morte di Liù; ad aprile Davide Livermore firma la regia dell'«Evgenij Onegin» di Čajkovskij (16 aprile), mentre il 21 maggio Pier Luigi Pizzi allestisce il «Nabucco» verdiano. La stagione si chiude il 17 giugno 2027 con «Il fantasma dell'Opera» di Andrew Lloyd Webber, un'apertura al musical pensata per allargare il pubblico.
Il ritorno della danza e la sinfonica
Tra le novità più significative c'è il ritorno strutturato della danza, con un calendario che comprende «Lo Schiaccianoci» (3 dicembre), «Giselle» (11 dicembre), «Il lago dei cigni» (8 gennaio) e altri appuntamenti tra gennaio e aprile. Sul versante sinfonico, due i fili conduttori: l'omaggio a Paganini, genovese illustre, con i vincitori del Premio a lui dedicato, e Beethoven, di cui nel 2027 ricorrono i duecento anni dalla morte, celebrato con una serie di concerti. Tra gli appuntamenti più attesi, il «Requiem» di Verdi in programma il 29 aprile.
Un teatro che riprende quota
Nel complesso, la stagione restituisce l'immagine di un teatro tornato ambizioso: direttori di esperienza internazionale, cantanti di prima fascia, regie affidate a firme riconoscibili e la volontà di riportare la danza a pieno titolo nella proposta culturale genovese. Con Mozart, come sempre, a fare da punto di partenza.



