Una vita da mostrare
Renzo Arbore torna simbolicamente nella sua città. A Foggia nasce un museo dedicato all'artista, uno spazio che raccoglie in un unico luogo la sua lunga storia di uomo di radio, televisione e musica, e insieme la sua passione di collezionista.
Al centro c'è un patrimonio audiovisivo imponente: circa quattromila ore di video, tra film e programmi. Ma il museo è anche il racconto degli oggetti che hanno accompagnato la vita di Arbore, dalle radio americane degli anni Trenta e Quaranta alle borse in bachelite, dai gioielli alle sue celebri cravatte.
Non solo un archivio
L'idea, però, non è quella di una vetrina statica. Lo spazio si sviluppa su più livelli e punta a restare vivo. Al piano terra una piazza ristrutturata ospita iniziative all'aperto nella bella stagione, con un bar in stile "arboriano". Un livello intermedio propone un percorso fatto di immagini, fotografie, musica e film; l'ultimo è pensato come laboratorio, con uno spazio per le prove dei giovani musicisti, una web radio e un'area creativa.
C'è anche una sala dotata di un grande schermo a led, con una capienza di una cinquantina di posti, dedicata a proiezioni e incontri. Un luogo, insomma, concepito per essere frequentato, più che semplicemente visitato.
Le parole di Arbore
Collegato in video, Arbore ha raccontato il senso di questo ritorno alle origini. "Foggia mi ha insegnato tutto", ha detto, definendo "preziosa" la sua adolescenza in città. "Dopo aver viaggiato per il mondo", ha aggiunto, "ti rendi conto di essere nato in un posto fortunato".
L'artista ha anche anticipato un progetto in cantiere: una biografia televisiva, realizzata con due stimati collaboratori, che comprenderà naturalmente i ricordi foggiani. Un racconto che si intreccia con lo spirito stesso del museo.
Un dono alla città
Sul valore dell'operazione è intervenuto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che ha parlato di "un regalo meraviglioso che il maestro Arbore ci sta facendo". Parole che restituiscono il significato dell'iniziativa: non solo un omaggio a un artista, ma una risorsa per il territorio.
Portare a Foggia la memoria e gli oggetti di una carriera lunga decenni significa infatti dotare la città di uno spazio culturale nuovo, capace di attrarre visitatori e, insieme, di offrire ai più giovani strumenti concreti per creare.
Il segno di uno stile
In fondo, un museo così somiglia molto al suo protagonista: curioso, eclettico, aperto. Un luogo che mette in fila radio d'epoca e nuove tecnologie, memoria e sperimentazione, senza soluzione di continuità.
È il modo di Arbore di raccontarsi: non da lontano, ma mettendo a disposizione la propria storia perché diventi patrimonio comune. E la sua Foggia, da cui tutto è partito, torna così a essere il centro del racconto.



