La promozione con riserva

Un giudizio positivo, ma accompagnato da un invito a non fermarsi. Al termine della missione Article IV, il Fondo Monetario Internazionale ha lodato i progressi dell'Italia nel consolidamento delle finanze pubbliche, pur chiedendo al Paese di accelerare il passo nella riduzione del debito.

A guidare la valutazione è stata la capo missione Lone Christiansen, secondo cui i risultati raggiunti "meritano di essere lodati e sottolineati". Un riconoscimento che arriva su un terreno delicato come quello dei conti pubblici, storicamente uno dei punti deboli dell'economia italiana.

I numeri dei conti

A sostenere il giudizio positivo ci sono i dati sul deficit. Nel 2025 il disavanzo è sceso al 3,1% del Pil, con una previsione di ulteriore calo al 2,9% nel 2026 e al 2,8% nel 2027. È la traiettoria di rientro che il Fondo apprezza.

Resta però il nodo del debito pubblico, che si mantiene su livelli elevati, intorno al 137% del Pil nel 2025. Le proiezioni indicano una discesa solo lieve, verso il 136% nel medio termine: un movimento troppo contenuto rispetto alla mole del problema.

La richiesta di accelerare

Da qui l'invito del Fondo a fare di più. Il Fmi chiede all'Italia un consolidamento aggiuntivo pari all'1% del Pil, rispetto a quanto già previsto, per avviare in modo deciso il percorso di riduzione del debito.

L'indicazione è di ottenere queste risorse non con tagli lineari, ma attraverso guadagni di efficienza, sia sul lato della spesa sia su quello delle entrate, facendo leva anche sulla digitalizzazione. Un approccio che punta a migliorare la qualità dei conti più che a comprimere semplicemente le uscite.

Il freno della crescita

A rendere più stretto il margine di manovra è la crescita, stimata dal Fondo su livelli modesti: appena lo 0,5% del Pil sia per il 2026 sia per il 2027. Un ritmo che riflette i limiti strutturali dell'economia italiana, dalla bassa produttività alla dipendenza dalle importazioni di energia.

Con una crescita così contenuta, il peso del risanamento non può essere scaricato sull'espansione economica: serve disciplina sui conti. Ed è proprio questo il senso dell'invito del Fondo ad accelerare adesso, mentre la finestra per un aggiustamento ordinato è ancora aperta.

Il contesto

La valutazione arriva in una fase segnata da forte incertezza a livello internazionale, tra tensioni geopolitiche e pressioni sui prezzi dell'energia, elementi che complicano il quadro per un'economia esposta come quella italiana.

Il messaggio complessivo del Fondo è, in fondo, quello di chi riconosce un percorso avviato ma non ancora al riparo. I progressi ci sono e vanno rivendicati; ma con un debito così alto e una crescita così bassa, il tempo per consolidarli non è illimitato. La palla, ora, torna al governo e alle scelte della prossima manovra.