Un capolavoro lungo 65 metri

Chi ha visitato i Musei Vaticani conosce quella galleria che sembra non finire mai: sessantacinque metri di lunghezza per quattro di larghezza, scanditi da tredici campate affrescate fino all'ultimo centimetro, dove episodi biblici si intrecciano con grottesche, festoni e animali fantastici. È la Loggia di Raffaello, al secondo piano del Palazzo Apostolico — e, come annunciato dai Musei Vaticani, è ora oggetto di un importante intervento di restauro.

Sul cantiere lavorano venti restauratori del Laboratorio Restauro Dipinti e Materiali Lignei dei Musei Vaticani, diretti da Paolo Violini. La durata prevista è di cinque anni.

La «Bibbia di Raffaello»

La galleria fu decorata tra il 1517 e il 1519 da Raffaello Sanzio e dalla sua bottega per papa Leone X de' Medici. Le tredici campate illustrano dodici episodi dell'Antico Testamento e uno del Nuovo (la Natività): una sequenza tanto sistematica da essere conosciuta fin dal Cinquecento come la «Bibbia di Raffaello». Accanto alle scene a fresco corrono raffinate decorazioni «a grottesca», ispirate agli affreschi della Domus Aurea riscoperti pochi decenni prima.

Perché serve il laser

Lo strumento chiave del cantiere è il laser a fibra attiva, una tecnologia che consente di dosare con precisione l'energia applicata alla superficie. Come spiega il capo restauratore, il modello «a fibra attiva» è «molto versatile nella gestione del livello di pulitura» e permette «un controllo accurato e dettagliato». La scelta non è casuale: le stesure originali della Loggia — applicazioni delicate su stucco, molto più sensibili dell'affresco tradizionale — verrebbero danneggiate dai solventi chimici usati abitualmente sulle pitture murali.

Chi finanzia i lavori

Il restauro è coordinato dal World Monuments Fund, l'organizzazione internazionale dedicata alla salvaguardia del patrimonio, con il sostegno finanziario della Fondazione Stephen A. Schwarzman e il contributo dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, mecenati attivi da oltre quarant'anni a fianco dei Musei. Il costo complessivo dell'intervento non è stato reso pubblico.

Cantiere chiuso ai visitatori

Durante i lavori la Loggia è «blindata» alle visite, per garantire la sicurezza del cantiere e la tutela delle superfici. Vista la durata quinquennale, i visitatori dovranno attendere a lungo prima di tornare a percorrere la galleria. L'avvio del restauro si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio vaticano: un investimento di anni per restituire a uno dei vertici della decorazione rinascimentale i suoi colori originari.