Quando la Sicilia premia la Francia

C'è qualcosa di simbolico nell'assegnare un premio dedicato a Giuseppe Tomasi di Lampedusa — lo scrittore che in Il Gattopardo raccontò il tramonto di un'aristocrazia siciliana — a un autore francese che osserva i grandi crolli della storia moderna con la stessa lucidità. È la scelta della giuria della ventunesima edizione del Premio internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa: il riconoscimento va a Éric Vuillard con il romanzo L'ordine del giorno.

La cerimonia di premiazione si terrà sabato 1° agosto 2026 in piazza Matteotti a Santa Margherita di Belìce, in provincia di Agrigento — il paese che fu dei Tomasi di Lampedusa e che l'autore immortalò come «Donnafugata».

Il romanzo e la motivazione della giuria

L'ordine del giorno è l'opera con cui Vuillard vinse il Prix Goncourt nel 2017. Il libro ricostruisce alcuni snodi dell'ascesa del nazismo: l'incontro del 1933 tra Hitler e i grandi industriali tedeschi e l'annessione dell'Austria del 1938, raccontati con una prosa che cerca i dettagli nascosti dietro la narrazione ufficiale della storia.

La giuria, presieduta da Mercedes Monmany e composta da Marinella Fiume, Mathieu Jung, Bernardina Rago e Marino Sinibaldi, ha premiato la capacità dello scrittore di riscrivere «momenti chiave della Storia» a partire dalle loro «profondità più oscure e insignificanti», illuminando come povertà e disuguaglianze degli anni Trenta alimentarono le dittature.

Chi è Éric Vuillard

Nato a Lione nel 1968, Vuillard è scrittore, regista e sceneggiatore. Si è formato tra filosofia e antropologia e nei suoi libri pratica una forma di racconto storico che predilige i margini, le ombre, gli angoli che le narrazioni ufficiali tendono a lasciare fuori campo. Una scrittura tagliente, fatta di scene e ritmi più che di documenti, che gli è valsa il riconoscimento della critica internazionale.

La Sicilia come specchio della storia

Che il premio sia andato a un libro sul tramonto della democrazia europea non sembra una coincidenza neutra. Tomasi di Lampedusa aveva intuito che i grandi mutamenti si consumano spesso nell'indifferenza dei potenti, tra salotti e convenevoli, mentre il mondo cambia per sempre. Vuillard, a suo modo, racconta la stessa cosa applicandola a un'altra stagione del Novecento. E Santa Margherita di Belìce — i cui possedimenti ispirarono la «Donnafugata» del romanzo — è il luogo ideale per questo incontro tra memorie e letterature.