Un primo sì dopo anni di stallo
Dopo un lungo percorso iniziato nel 2023, l'euro digitale incassa un primo via libera istituzionale concreto. La commissione Affari economici e monetari (ECON) del Parlamento europeo ha adottato il proprio mandato negoziale sul regolamento che istituisce la moneta elettronica della Banca centrale europea, come riferisce l'ANSA. Non è ancora l'approvazione definitiva, ma una posizione ufficiale con cui il Parlamento può sedersi al tavolo con i governi dei 27. Secondo i conteggi riportati da Euronews, il voto in commissione si è chiuso con 43 favorevoli, 14 contrari e un'astensione.
Cos'è (e cosa non è) l'euro digitale
L'euro digitale non è una criptovaluta né uno strumento speculativo, e non sostituirà banconote e monete: è concepito come complemento al contante, una forma di moneta pubblica emessa dalla BCE e utilizzabile per i pagamenti quotidiani, online e offline. Tra i principi fissati dal mandato, riferisce l'ANSA, ci sono la gratuità dei servizi di base per i cittadini, la privacy come priorità e un'attenzione specifica alle categorie più fragili, come gli anziani e chi ha poca dimestichezza con il digitale. L'obiettivo dichiarato è anche strategico: rafforzare l'autonomia dell'Unione nei pagamenti, oggi in larga parte affidati a circuiti privati non europei.
Privacy e pagamenti offline
Uno dei punti più discussi è la riservatezza. La versione online funzionerebbe in modo simile alle attuali app di pagamento, ma su un'infrastruttura pubblica europea; la novità più marcata è la modalità offline, che — come sottolinea Il Sole 24 Ore — punta a garantire un livello di riservatezza vicino a quello del contante fisico, con trasferimenti diretti tra dispositivi anche senza connessione.
Il nodo dei limiti e il ruolo delle banche
La struttura prevista è a due livelli: la BCE fornisce l'infrastruttura e garantisce l'emissione, ma sono le banche e i prestatori di servizi di pagamento a distribuire i portafogli e a gestire il rapporto con i clienti. Resta aperto il tema dei limiti di giacenza sui portafogli digitali, su cui il settore bancario chiede tetti prudenti per evitare deflussi di depositi: la cifra precisa sarà definita più avanti nel percorso legislativo.
Le prossime tappe
Il mandato sarà ora sottoposto alla plenaria dell'Europarlamento, con possibile conferma nella sessione di luglio, prima dell'avvio del negoziato con il Consiglio. Se l'iter procederà senza intoppi, la BCE prevede una fase pilota prima del debutto vero e proprio, atteso nel 2029. A quel punto pagare con uno smartphone potrebbe significare appoggiarsi non a un'app privata, ma a un'infrastruttura monetaria pubblica europea.



