La soglia del 20%

Il mercato europeo dell'auto ha tagliato un traguardo simbolico: nei primi cinque mesi del 2026 le auto puramente elettriche (BEV) hanno raggiunto il 20% delle nuove immatricolazioni nell'Unione Europea. Lo certificano i dati dell'ACEA, l'associazione europea dei costruttori, che fotografa un balzo di quasi cinque punti rispetto al 15,3% dello stesso periodo del 2025.

Un anno fa la soglia del 20% sembrava ancora lontana: oggi è realtà, segno di una tendenza in accelerazione costante. Nello stesso periodo il mercato auto complessivo europeo ha tenuto, con immatricolazioni totali in leggera crescita.

Elettrificate ormai maggioranza

Il panorama delle motorizzazioni è cambiato in profondità. Sommando elettriche pure, ibride e plug-in, le auto elettrificate coprono ormai la maggioranza delle immatricolazioni europee, mentre benzina e soprattutto diesel arretrano in modo netto. Gli ibridi restano la motorizzazione con i volumi più alti, ma l'elettrico puro è quella che cresce più rapidamente.

Italia: crescita record, base bassa

In questo quadro l'Italia è uno dei mercati con la crescita più rapida e, al tempo stesso, quello con più strada da fare. Secondo l'osservatorio Motus-E, nei primi cinque mesi del 2026 sono state immatricolate poco più di 64.000 BEV, circa il 74% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Particolarmente significativa la crescita degli acquirenti privati, segno che l'elettrico inizia a uscire dal recinto delle flotte aziendali per entrare nella domanda delle famiglie.

Eppure, con una quota intorno all'8%, l'Italia resta molto sotto la media UE del 20% e ancora più distante dai mercati trainanti come Germania e Francia, dove la penetrazione dell'elettrico è ormai oltre il 20-27%.

I nodi: ricarica e prezzi

A frenare l'Italia sono fattori strutturali: una rete di ricarica in espansione ma ancora insufficiente rispetto al parco circolante, prezzi medi più alti della media europea e un parco auto tra i più vecchi del continente. La crescita percentuale, per quanto eccezionale, parte da una base modesta.

Il superamento del 20% in Europa segna comunque il momento in cui l'elettrico smette di essere una nicchia e diventa scelta diffusa. Per l'Italia la direzione è la stessa, ma il passo è più lento: senza una rete di ricarica capillare e modelli accessibili, la crescita rischia di rallentare quando gli incentivi verranno meno.