Un rinvio dietro l'altro
Il contributo italiano di 2 euro sui mini-pacchi provenienti da paesi extra-UE non entrerà in vigore il 1° luglio, come previsto: il Consiglio dei ministri ne ha spostato la partenza al 1° ottobre 2026, inserendo la modifica in un decreto collegato a infrastrutture e PNRR. Non è la prima volta: la misura, introdotta dalla Legge di bilancio 2026, è già stata posticipata più volte nel corso dell'anno.
Che cos'è (e cosa non è)
Attenzione a non confonderlo con un dazio: il contributo italiano è una handling fee, un diritto fisso pensato per coprire i costi amministrativi di smistamento e sdoganamento dei colli di valore inferiore a 150 euro in arrivo da fuori UE. L'obiettivo dichiarato era riequilibrare la concorrenza tra i grandi marketplace asiatici e il commercio italiano.
Perché il rinvio
La ragione ufficiale, come spiega Geopop, è evitare una sovrapposizione con il nuovo dazio europeo da 3 euro, in vigore dal 1° luglio. L'associazione della logistica Confetra aveva segnalato un paradosso: con entrambe le misure attive, parte dei traffici verrebbe dirottata fuori dall'Italia, con un saldo netto negativo per lo Stato. Da qui la scelta di rinviare la parte italiana.
La misura UE: questa non slitta
A differenza di quella italiana, la misura europea parte puntuale. Dal 1° luglio 2026 viene abolita la soglia "de minimis" da 150 euro e introdotto un dazio fisso di 3 euro per ogni codice tariffario contenuto nel pacco. Nel 2024 erano entrati nell'UE circa 4,6 miliardi di colli sotto quella soglia, in larghissima parte dalla Cina.
Cosa pagherà chi compra online
Per il consumatore il calendario è questo: da luglio a settembre, 3 euro di dazio europeo per pacco sotto i 150 euro; dal 1° ottobre — salvo nuovi rinvii — ai 3 euro UE si aggiungerebbero i 2 euro italiani, per un totale di 5 euro a spedizione. Su un acquisto da 10 euro significherebbe un aggravio di metà del prezzo solo di oneri fissi.
Resta l'incertezza pratica: chi riscuoterà i 2 euro italiani, con quali sistemi e in quale punto della catena logistica, non è ancora chiaro, e gli adeguamenti tecnici delle dogane devono essere completati. Una storia di rinvii che, per ora, lascia consumatori e operatori a fare i conti con un quadro in continuo movimento.



