Cosa fa SignalTrace

A produrlo è Leonardo US Cyber and Security Solutions, la divisione americana del gruppo italiano Leonardo, colosso della difesa e dell'aerospazio. Il sistema, chiamato ELSAG SignalTrace (in precedenza EOC Plus), è descritto dalla stessa azienda come un software di intelligence sui segnali elettronici per le forze dell'ordine, pensato per «identificare persone o veicoli sospetti anche quando il numero di targa non è noto».

Il principio è semplice e potente. I tradizionali lettori automatici di targhe (ALPR) registrano una targa quando un veicolo passa davanti a una telecamera. SignalTrace aggiunge un secondo livello: rileva i segnali emessi dai dispositivi elettronici a bordo — telefoni, smartwatch, auricolari, fitness tracker, tag RFID, sistemi del veicolo — e li correla con la targa. Quando gli stessi dispositivi si spostano ripetutamente insieme a un veicolo, il sistema crea un'«impronta elettronica» che, secondo la documentazione, permette di riconoscere quel veicolo anche senza leggerne la targa.

Come è emerso

La tecnologia è stata riportata a giugno 2026 a partire da un documento tecnico aziendale e ha rapidamente fatto il giro delle testate specializzate. Alla base c'è anche un brevetto statunitense del 2024 dal titolo Systems and Methods for Electronic Signature Tracking. La pagina ufficiale di Leonardo US conferma le funzioni del sistema e l'integrazione con i dati dei lettori di targhe.

La posizione dell'azienda

Leonardo difende SignalTrace come strumento non intrusivo. Secondo le dichiarazioni riportate dalle testate, il sistema «cattura le frequenze dei dispositivi emesse nell'aria» e non decripta né acquisisce il contenuto delle comunicazioni; i dati, sostiene l'azienda, sarebbero pensati per indagini mirate successive a un reato, non per una sorveglianza preventiva di massa.

Le preoccupazioni sulla privacy

Gli esperti di diritti civili non sono rassicurati. Organizzazioni come la Electronic Frontier Foundation avvertono da tempo che persino i sistemi ALPR tradizionali possono ricostruire il «modello di vita» di una persona — dove abita, lavora, si cura — semplicemente aggregando avvistamenti nel tempo. Collegare una targa a un identificativo di dispositivo alza l'asticella: si potrebbe seguire un individuo anche quando cambia auto, purché porti con sé lo stesso telefono o smartwatch.

C'è poi un vuoto normativo. Le leggi sugli ALPR sono state scritte per regolare la cattura di immagini di targhe, non la raccolta massiva di identificativi Bluetooth. In Europa, dove vige il GDPR, una profilazione continuativa basata su questi dati solleverebbe interrogativi ancora più seri sulla base giuridica del trattamento.

Un'azienda italiana, una domanda di governance

Leonardo è uno dei principali gruppi della difesa europei, partecipato dallo Stato italiano, e la sua controllata ELSAG è storicamente tra i fornitori più diffusi di tecnologie per la lettura delle targhe negli Stati Uniti. Che uno strumento di sorveglianza così potente arrivi da un'azienda a partecipazione pubblica italiana solleva una domanda che va oltre la tecnica: chi vigila sull'uso di questi sistemi, e con quali garanzie per i cittadini? Al momento non risultano pronunciamenti pubblici della capogruppo italiana né del Garante per la privacy su SignalTrace.