Un quarto di secolo tra libri e piazze
Venticinque anni non si festeggiano con un comunicato. Il festival Il Libro Possibile ha scelto un linguaggio diverso per celebrare l'anniversario: uno spot video, girato in una masseria della campagna pugliese, che in pochi minuti prova a raccontare ciò che la manifestazione ha costruito in un quarto di secolo. La missione, da sempre, è la stessa: riportare i libri nelle piazze e rendere la lettura un'esperienza condivisa.
Lo spot: una masseria, dei lettori, un «shhh»
Il cortometraggio è opera del filmmaker pugliese Marco Antonio Lanera, che ha scelto come set una masseria a Noci, in provincia di Bari. La scena è semplice ma efficace: ospiti seduti a tavola che, invece di mangiare, leggono. La convivialità diventa concentrazione, il pranzo si fa rito letterario. Il momento più emblematico, riferisce l'ANSA, è quello di un anziano che con un gesto universale — il dito sulle labbra, il classico «shhh» — chiede silenzio ai musicisti: un'immagine poetica e ironica insieme, che condensa il messaggio del festival. La colonna sonora è una versione bossa nova di una canzone celebre.
A interpretare lo spot non sono attori professionisti, ma collaboratori del festival: persone che negli anni hanno costruito con le proprie mani questo appuntamento. Una scelta che trasforma la promozione in un piccolo documento umano.
Due tappe per l'estate 2026
L'edizione del venticinquennale si articola in due tappe, entrambe in Puglia. La prima a Polignano a Mare, dall'8 all'11 luglio, con le sue scogliere a strapiombo sull'Adriatico; la seconda a Vieste, sul Gargano, dal 21 al 25 luglio. Lo spot andrà in onda dal 29 giugno, con una seconda fase dedicata alla tappa di Vieste a partire dal 13 luglio: una campagna calibrata per accompagnare il pubblico lungo tutta la stagione.
La lettura come rito collettivo
Il filo di questo anniversario è l'idea della lettura non come atto solitario, ma come pratica condivisa — un rito collettivo che trasforma la conoscenza in esperienza di comunità. Che per celebrarlo si sia scelto uno strumento visivo, il cinema, dice qualcosa sul modo in cui la cultura scritta ha imparato a muoversi nel panorama mediale di oggi: non una fiera, non un convegno, ma un racconto per immagini. I libri che parlano, stavolta, anche attraverso lo schermo.



