Fiori che raccontano l'Italia
Alla vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, piazza San Pietro si trasforma in un tappeto vivo di petali, sabbia colorata, fiori freschi ed essiccati. È l'Infiorata storica, giunta quest'anno alla tredicesima edizione, in programma il 28 e 29 giugno 2026 tra il sagrato e via della Conciliazione.
Sono circa trenta le Pro Loco provenienti da ogni regione d'Italia che, con maestri infioratori e volontari, lavorano per comporre i quadri floreali. L'inaugurazione ufficiale, con la benedizione delle opere, è fissata per le 10 del mattino del 29 giugno, in coincidenza con l'Angelus. L'iniziativa è promossa dall'Unione Nazionale delle Pro Loco d'Italia (UNPLI) insieme alla Pro Loco di Roma.
Un viaggio ideale attraverso il Paese
Ogni composizione racconta la storia e la cultura della comunità che la realizza: un viaggio ideale attraverso l'Italia, davanti agli occhi di pellegrini e turisti. I materiali sono rigorosamente naturali — oltre ai fiori, petali, sabbia, sale, zucchero, trucioli di legno e frutta — e la dimensione effimera è parte del significato: i quadri nascono già sapendo che dureranno solo poche ore.
Una tradizione con radici antiche
L'arte dell'infiorata ha radici lontane. Secondo le ricostruzioni storiche, le prime composizioni floreali a mosaico nacquero proprio in Vaticano nel Seicento, per poi diffondersi nei Castelli Romani e in altre parti d'Italia. Centri come Genzano di Roma, Gerano e Spello hanno fatto di questa pratica una delle loro tradizioni più celebri, tramandata di generazione in generazione.
Un patrimonio condiviso
L'Infiorata di piazza San Pietro è anche un segno di come le associazioni locali custodiscano un patrimonio immateriale che appartiene a tutti. Le composizioni resteranno visibili fino alla sera del 29 giugno: poi, come ogni anno, i petali torneranno alla terra, lasciando soltanto il ricordo e il profumo dei fiori.



