La scoperta

Una nuova strada per la diagnosi precoce dell'Alzheimer. Come riporta la rivista Nature Medicine, i ricercatori della Washington University di St. Louis hanno individuato nel sangue una firma di 34 RNA circolari (circRNA) associata alla malattia. A differenza dei test che misurano le proteine amiloide e tau, questi RNA sono molto stabili nel sangue e abbondanti nel tessuto cerebrale, e questo li rende candidati promettenti per un esame poco invasivo.

Cosa dice lo studio

Analizzando i dati di oltre 1.200 persone, il modello basato sui circRNA ha mostrato una capacità di riconoscere la malattia superiore a quella del pTau217, il biomarcatore proteico più avanzato oggi disponibile. Soprattutto, come sottolinea anche il comunicato dei National Institutes of Health, livelli elevati di alcuni circRNA erano associati a un rischio più alto di sviluppare i sintomi, permettendo di individuare in anticipo — di circa 2-4 anni — chi è destinato a manifestarli.

Le cautele

Va però ricordato che il test non è ancora disponibile per l'uso clinico: la tecnologia è in fase di sviluppo e dovrà superare studi di validazione e l'iter di approvazione. E soprattutto, predire non significa curare: al momento non esistono terapie approvate in grado di fermare la progressione della malattia nelle persone ancora senza sintomi. Il valore di questi biomarcatori, in prospettiva, è soprattutto quello di rendere più rapide e mirate le sperimentazioni sui farmaci.