La Maura parla spagnolo

Milano si è tinta di ritmi latini. Circa 80 mila persone, 78.500 secondo gli organizzatori, hanno riempito l'ippodromo La Maura per il concerto di Bad Bunny, la prima delle due date italiane del suo tour mondiale. Per l'intera serata la lingua è stata una sola, lo spagnolo, cantato a memoria da una folla che ha trasformato il concerto in qualcosa di più di uno spettacolo.

Un pubblico che si riconosce

L'atmosfera è stata quella di un raduno dall'identità condivisa. Sugli spalti si sono mescolati appassionati italiani, comunità latinoamericane che vivono nel nostro Paese e spettatori arrivati dall'estero, uniti dalla stessa colonna sonora. A punteggiare la platea, le bandiere di Porto Rico e di molti Paesi dell'America Latina, sventolate fin dall'esibizione della band di apertura, i portoricani Chuwi.

Lo spettacolo

Sul palco, l'artista portoricano ha proposto un impianto ricco, con un'orchestra dal vivo, strumenti della tradizione e ballerini con il tipico cappello di paglia. Il concerto si è aperto con La Mudanza, per poi attraversare brani come Callaita e Pitorro de Coco. Non è mancato un momento a sorpresa, con un omaggio a Volare di Domenico Modugno, pur in una serata rimasta fedele fino in fondo alla sensibilità latina del pubblico.

Non solo una nicchia

La serata milanese conferma quanto la musica latina, e il reggaeton in particolare, abbiano conquistato un posto centrale nella scena internazionale. Bad Bunny è oggi tra gli artisti più ascoltati al mondo, e la sua capacità di riempire un ippodromo con decine di migliaia di spettatori racconta di un genere che ha smesso da tempo di essere di nicchia. Con la seconda data italiana, Milano si conferma tappa di rilievo per i grandi eventi musicali dell'estate.