L'istruttoria del ministro

Torna al centro del dibattito uno dei casi più discussi degli ultimi anni sulla difesa privata. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l'istruttoria per la concessione della grazia a Mario Roggero, il gioielliere di 72 anni condannato in via definitiva per la sparatoria del 28 aprile 2021 nel suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

I fatti del 2021

Quel giorno Roggero reagì a una rapina nella sua gioielleria, il Gallo di Grinzane. Nella concitazione della fuga dei malviventi il gioielliere aprì il fuoco, uccidendo due dei rapinatori e ferendone un terzo. La vicenda scosse l'opinione pubblica e riaccese il confronto sui limiti della legittima difesa. Il percorso giudiziario si è concluso con la conferma della condanna da parte della Corte di Cassazione: 14 anni e 9 mesi di reclusione.

La mobilitazione politica

La decisione di Nordio arriva mentre attorno al caso cresce la mobilitazione. Il centrodestra ha avviato una raccolta di firme a sostegno della grazia, e il governatore del Piemonte Alberto Cirio si è schierato apertamente a favore di un provvedimento di clemenza. La grazia, va ricordato, è un atto discrezionale del Presidente della Repubblica, che la concede su proposta del ministro della Giustizia: non cancella la condanna, ma può estinguere o commutare la pena.

Un caso che divide

La vicenda continua a spaccare l'opinione pubblica. Da un lato chi vede in Roggero un cittadino travolto da una rapina e chiede un gesto di clemenza; dall'altro chi ricorda che la condanna definitiva ha ritenuto la sua reazione non riconducibile ai confini della legittima difesa, e teme che una grazia possa essere letta come un avallo all'uso delle armi. Il fratello del gioielliere, Dante Roggero, ha fatto sapere che Mario si costituirà quando l'ordine di carcerazione sarà formalmente esecutivo. Sulla decisione finale, ora, si attende la valutazione del Colle.