La frase di Rutte e l'attacco di Teheran
A innescare il caso è stata una dichiarazione del segretario generale della NATO, Mark Rutte, che — rivendicando il contributo degli alleati all'azione militare statunitense contro l'Iran — ha citato gli aerei americani partiti dalle basi situate in Italia. Parole che hanno fatto rapidamente il giro del mondo e che hanno provocato la reazione di Teheran.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato esplicitamente Italia e Romania di aver «scelto di colludere» nell'aggressione, sostenendo che la NATO e i singoli Stati coinvolti «dovranno rispondere delle conseguenze». Lo riporta l'ANSA. L'Iran ha definito le parole di Rutte «un'ammissione» del coinvolgimento dell'Alleanza, come riferisce anche Al Jazeera.
La replica di Roma
Il governo italiano ha respinto le accuse. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani — che secondo le ricostruzioni ha avuto un contatto telefonico con l'omologo iraniano Abbas Araghchi — ha precisato che l'Italia «non ha mai autorizzato l'utilizzo delle basi per azioni di guerra». Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui le attività consentite erano di «natura tecnica e logistica», non di combattimento, nel rispetto degli accordi con Washington e degli obblighi parlamentari. La premier Giorgia Meloni ha criticato la «ricostruzione confusionaria» attribuita a Rutte, ribadendo che il governo ha fatto «esclusivamente quello che ha dichiarato al Parlamento».
Rutte prova a ridimensionare
Di fronte al caso diplomatico generato dalle sue stesse parole, Rutte ha cercato di ridimensionare, precisando che l'Italia avrebbe fatto «quanto previsto dai trattati bilaterali con gli Stati Uniti, e nulla di più». Una formula che riconosce il contributo italiano inquadrandolo però entro gli accordi preesistenti — senza, finora, placare Teheran.
Il contesto
La vicenda si colloca sullo sfondo del recente confronto militare che ha contrapposto Stati Uniti e Iran, con forti ripercussioni sullo Stretto di Hormuz e sui mercati energetici. L'Italia si trova in una posizione delicata: alleata della NATO e partner di Washington, è chiamata a difendersi da accuse di belligeranza mosse da un Paese con cui mantiene rapporti diplomatici formalmente aperti. La telefonata tra Tajani e Araghchi lascia aperto il canale del dialogo, ma la tensione resta alta.



