La fine di una tradizione lunga quasi due secoli

Da Vittoria in poi, ogni sovrano britannico ha fatto di Buckingham Palace la propria residenza londinese: una tradizione iniziata nel 1837 che re Carlo III ha deciso di interrompere. L'annuncio è contenuto nel rendiconto annuale della Casa reale e confermato dai principali media: il re e la regina Camilla non si trasferiranno a Buckingham Palace neppure al termine dei lavori di ristrutturazione, previsti per il 2027, e resteranno a Clarence House, la residenza dove vivono da oltre vent'anni.

Dieci anni di lavori, 369 milioni di sterline

Il progetto di riqualificazione del palazzo è uno degli interventi edilizi più impegnativi nella storia recente della monarchia: avviato nel 2017, del valore di 369 milioni di sterline, ha riguardato impianti elettrici, tubature e sistemi rimasti pressoché invariati per decenni, con l'obiettivo di garantire la funzionalità dell'edificio per i prossimi cinquant'anni. I cantieri sono proseguiti mentre il palazzo continuava a ospitare cerimonie e visite di Stato.

«Un cambiamento rispetto al passato»

Il funzionario che sovrintende alle finanze reali ha definito la decisione «un cambiamento rispetto al passato», sottolineando però che Buckingham Palace resterà «il centro cerimoniale e operativo» della monarchia: sede di investiture, ricevimenti, udienze diplomatiche e grandi occasioni di Stato. Il re manterrà appartamenti privati per i pernottamenti legati agli impegni ufficiali, senza farne però la residenza principale.

Una scelta anche personale

Dietro la decisione ci sono ragioni pratiche e umane: Carlo e Camilla vivono a Clarence House da molti anni e, secondo le ricostruzioni, non avrebbero voluto affrontare un trasferimento. La nuova configurazione potrebbe inoltre aprire il palazzo a un numero maggiore di visitatori. Resta da capire se, in futuro, l'erede al trono sceglierà di riportare a Buckingham Palace la residenza del sovrano. Per ora, il palazzo simbolo della monarchia si prepara a una nuova vita: non più casa di un re, ma sempre più luogo aperto al pubblico.