Due scosse in pochi secondi

Il 24 giugno 2026 il nord del Venezuela è stato colpito da due forti terremoti in rapidissima successione: una prima scossa di magnitudo 7,2 e, pochi secondi dopo, una seconda di magnitudo 7,5. Un evento che i sismologi definiscono un doublet — due scosse di forza simile lungo lo stesso sistema di faglie in brevissimo intervallo, come spiegano gli esperti. La scossa più potente è la più forte registrata nel Paese da oltre un secolo, dal terremoto del 1900.

La Guaira, la città più colpita

I danni più gravi si sono concentrati nell'area della Grande Caracas e soprattutto a La Guaira, sulla costa settentrionale. Secondo le Nazioni Unite, oltre cento edifici sono crollati nella zona; danni significativi anche negli Stati di Aragua e Carabobo. Per La Guaira è una tragedia che si ripete: la stessa area fu sconvolta nel 1999 da una catastrofica alluvione. Le scosse, avvertite a grande distanza, hanno mandato in tilt infrastrutture e collegamenti, con l'aeroporto che serve la capitale gravemente danneggiato.

Il bilancio, ancora provvisorio

I numeri sono in evoluzione e vanno trattati come provvisori. Le prime stime parlavano di almeno 188 vittime; dati successivi, attribuiti al ministro della Salute Carlos Alvarado e riportati da ABC News, indicano almeno 235 morti e oltre 4.300 feriti, con il bilancio destinato probabilmente a salire man mano che proseguono le ricerche tra le macerie. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza.

L'allerta sui telefoni

Un dettaglio ha colpito: pochi secondi prima dell'arrivo delle onde più distruttive, molti telefoni Android nell'area avrebbero ricevuto un avviso di allerta sismica. Non si tratta di una previsione del terremoto — tecnicamente impossibile — ma del sistema di early warning che sfrutta i sensori degli smartphone per anticipare di qualche secondo le onde più dannose. Il numero esatto di secondi di preavviso resta da confermare, ma la vicenda ha riacceso l'attenzione su questi sistemi di allerta. Intanto le scosse di assestamento proseguono e i soccorritori lavorano per estrarre persone dalle macerie.