Un sostegno al reddito che arriva, ma che non basta a chiudere una partita ancora aperta. È stato autorizzato il pagamento della mobilità in deroga per 210 dei 274 lavoratori del polo industriale di Portovesme, nel Sulcis, in Sardegna, come riporta l'ANSA.
Che cosa è stato deciso
La mobilità in deroga è uno strumento di tutela del reddito rivolto a chi ha perso il lavoro e non rientra negli ammortizzatori ordinari: un aiuto economico che accompagna i lavoratori nel periodo più difficile. Il via libera riguarda 210 persone, mentre restano fuori, per ora, gli altri 64 lavoratori coinvolti nella vertenza.
La crisi del polo del Sulcis
Portovesme è da decenni uno dei cuori dell'industria metallurgica sarda, un'area che comprende realtà come Portovesme srl, SiderAlloys, Eurallumina e la centrale Enel. Da tempo il complesso vive una fase di grande difficoltà, segnata da riduzioni della produzione e da un futuro incerto per migliaia di posti di lavoro.
I sindacati dei metalmeccanici, Fiom, Fism e Uilm, non nascondono la preoccupazione: la crisi, avvertono, è "tutt'altro che risolta", tra rischi di chiusura e assenza di prospettive concrete di rilancio. Il sostegno al reddito, sottolineano, è utile ma temporaneo, e senza una soluzione industriale rischia di rinviare soltanto il problema.
L'assemblea del 9 luglio
Per fare il punto è stata convocata un'assemblea dei lavoratori in mobilità di SiderAlloys e GMS, in programma il 9 luglio alle 9. Nel corso dell'incontro saranno annunciate eventuali iniziative di mobilitazione. Un appuntamento che le rappresentanze sindacali vogliono usare per tenere alta l'attenzione delle istituzioni su un territorio che chiede non solo ammortizzatori, ma un piano di prospettiva.



