I prezzi dei carburanti tornano a salire. Con lo stop al taglio delle accise, scattato il 3 luglio, benzina e gasolio hanno ripreso a correre alla pompa, e il rincaro si fa sentire proprio nei giorni in cui milioni di italiani si mettono in viaggio per le vacanze.

I nuovi prezzi

Secondo i dati diffusi dall'ANSA, sulla rete stradale ordinaria la benzina self service è salita a 1,820 euro al litro, dai 1,803 precedenti, mentre il gasolio self è passato a 1,899 euro, dai 1,882. In autostrada i valori sono più alti: la benzina self viaggia a 1,907 euro al litro e il gasolio a 1,978.

Sul pieno l'effetto è concreto: per un serbatoio da 50 litri si spendono circa 3 euro in più rispetto ai giorni dello sconto.

Il peso delle accise

All'origine del rialzo c'è la fine dell'agevolazione fiscale sui carburanti. Lo sconto sulle accise era costato circa 2 miliardi di euro alle casse pubbliche nel periodo in cui è rimasto in vigore; con la sua cancellazione lo Stato recupera gettito, ma il conto si sposta sui consumatori. Nel dibattito che accompagna ogni movimento dei prezzi, le associazioni dei benzinai ricordano come la variabile fiscale pesi in modo determinante sul cartellino finale.

L'effetto sugli esodi estivi

Il momento non è dei più favorevoli. Luglio è il mese in cui prende avvio il grande spostamento verso mare, laghi e montagna, e ogni centesimo in più al litro incide sul costo dei viaggi delle famiglie e sui margini del comparto dei trasporti. Per chi deve percorrere lunghe distanze, il consiglio pratico resta quello di confrontare i prezzi dei distributori lungo il tragitto, che possono variare in modo sensibile tra rete ordinaria e autostrada.