A Grottaglie, cuore della ceramica pugliese, è nato quello che viene presentato come il pumo più grande del mondo. A realizzarlo è stato il maestro artigiano Giuseppe Rosa, che ha dato forma all'opera in un unico pezzo, con l'aiuto del suo team e di un macchinario appositamente studiato.

Cinquanta ore al tornio

Il lavoro ha richiesto circa cinquanta ore di lavorazione, come racconta l'ANSA. Il pumo si presenta con una superficie gialla decorata da foglie verde rame. "Terra, acqua e fuoco sono i tre elementi per una buona lavorazione della ceramica", ha ricordato Rosa, che ha voluto dedicare il risultato "a tutti i grandi maestri della tradizione ceramica grottagliese".

Che cos'è il pumo

Il pumo è uno dei simboli più riconoscibili dell'artigianato pugliese. Ha la forma di un bocciolo, un germoglio pronto a schiudersi, e viene tradizionalmente considerato un portafortuna legato alla vita, alla prosperità e alla fertilità. Le sue origini vengono fatte risalire al culto greco-romano della dea Pomona, divinità dei frutti e dei raccolti. Nei secoli è diventato un ornamento tipico dei balconi e delle case, fino a trasformarsi in un emblema dell'identità regionale.

La capitale della ceramica

Non è un caso che l'opera nasca a Grottaglie, in provincia di Taranto, riconosciuta come la capitale pugliese della ceramica. Il suo Quartiere delle Ceramiche, con le botteghe e i forni degli artigiani, custodisce una tradizione tramandata di generazione in generazione, che ancora oggi attira visitatori e appassionati.

L'inaugurazione ufficiale è in programma per venerdì 11 luglio, in serata, proprio nel Quartiere delle Ceramiche. Un'occasione per celebrare non solo un record, ma soprattutto un mestiere che continua a raccontare, attraverso l'argilla, la storia e l'identità di un territorio.