La sabbia che parla

A Roma, nell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, apre una mostra che prova a far raccontare la sua storia al deserto. Si intitola Aegyptus e, come ricostruisce l'ANSA, accompagna il visitatore lungo i margini del deserto occidentale egiziano, là dove tra il I secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo si spinse la presenza romana. Un territorio di oasi, carovane e insediamenti che raramente entra nel racconto più diffuso dell'Egitto antico, di solito tutto piramidi e faraoni. Qui, invece, il protagonista è il tempo dei romani.

Un capitolo dimenticato

La mostra mette a fuoco un tema di nicchia: cosa significò, per Roma, arrivare fino alle oasi del deserto. Reperti, documenti e ricerche restituiscono l'immagine di un paesaggio abitato e attraversato, dove la presenza imperiale lasciò tracce lungo quasi sei secoli. Il filo conduttore non è la grande monumentalità, ma la vita quotidiana ai confini del mondo conosciuto. Il cuore documentario arriva dalle missioni archeologiche italiane che lavorano sul campo in Egitto, dal Fayyum a Kharga, da Assuan a Kom al-Ahmer, con reperti provenienti in buona parte dalle collezioni dello stesso Museo Nazionale Romano.

Quando entra la tecnologia

Aegyptus non è però una mostra di sole vetrine. Il progetto si configura come una grande installazione immersiva e multimediale, in cui uno schermo curvo e le sequenze di videoarte firmate dallo Studio Convertino provano a ricreare le atmosfere delle oasi e la luce del deserto. A completare il percorso c'è la componente più attuale: un cortometraggio realizzato con l'intelligenza artificiale, intitolato I Doni della Grande Oasi, curato da Riccardo Boccuzzi. La tecnologia, qui, non sostituisce lo studio: affianca le ricostruzioni digitali e le immagini di scavo per dare corpo a un mondo perduto che i reperti, da soli, possono solo suggerire.

Chi c'è dietro e fino a quando

La mostra è promossa dal Ministero della Cultura e dal Museo Nazionale Romano, su ideazione di Elisabetta Bruscolini. Accanto all'esposizione è previsto un programma di incontri con studiosi e archeologi, italiani e internazionali. La sede è l'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, uno degli spazi del museo nel cuore della capitale, e il percorso resta visitabile fino al 15 novembre 2026, come confermano le presentazioni della rassegna dedicata. Per orari e biglietti conviene fare riferimento ai canali ufficiali del museo prima della visita.