Una voce che racconta
C'è chi canta il jazz e chi, come Cécile McLorin Salvant, lo usa per raccontare storie. Come segnala l'ANSA, la cantante franco-americana è attesa a Roma alla Casa del Jazz, nell'ambito della rassegna estiva promossa dalla Fondazione Musica per Roma. Un appuntamento che porta nella capitale una delle interpreti più apprezzate della sua generazione, capace di muoversi con naturalezza tra epoche e linguaggi diversi.
Dalla formazione classica al jazz
Nata a Miami da padre haitiano e madre francese, Salvant si è avvicinata alla musica attraverso una formazione classica, prima di lasciarsi conquistare dal jazz durante gli studi in Francia. La svolta è arrivata nel 2010 con la vittoria del Thelonious Monk International Jazz Competition, il concorso che ha lanciato molti dei più importanti musicisti americani e che le ha aperto le porte del circuito internazionale. Da lì una carriera costellata di riconoscimenti, con più Grammy vinti nella categoria dedicata al miglior album vocale jazz e, nel 2020, la prestigiosa MacArthur Fellowship, la borsa che negli Stati Uniti premia i "geni" della cultura.
Uno stile senza confini
Ciò che distingue Salvant è la capacità di tracciare linee tra generi apparentemente lontani. La sua ricerca attraversa il vaudeville e il blues, il teatro musicale e le suggestioni barocche e popolari, dando nuova vita a canzoni dimenticate e raramente incise. Ogni brano diventa un piccolo racconto, con colpi di scena e umorismo, sostenuto da una tecnica vocale sorvegliatissima e da una spiccata teatralità. Non a caso Salvant è anche autrice e artista visiva: la sua idea di musica è parte di una visione estetica più ampia, che dialoga con la letteratura e le arti figurative.
L'appuntamento romano
Sul palco della Casa del Jazz, negli spazi verdi di Villa Osio, la cantante sarà accompagnata dalla sua band. Il concerto si inserisce nel cartellone estivo della Fondazione Musica per Roma, che ogni anno porta in città i grandi nomi della scena internazionale. Per il pubblico romano è l'occasione di ascoltare dal vivo una musicista che ha saputo rinnovare il canto jazz senza tradirne le radici, restituendolo come una forma di narrazione contemporanea. Chi cerca un jazz che sappia sorprendere, più che rassicurare, ha trovato la sua serata.



