Un ritorno dopo quasi mille anni

Sarà uno degli eventi culturali dell'anno. L'Arazzo di Bayeux, il capolavoro medievale che narra la conquista normanna dell'Inghilterra del 1066, tornerà nel Regno Unito per la prima volta dopo quasi mille anni. Come annuncia il British Museum, il ricamo sarà esposto a Londra dal 10 settembre 2026 all'11 luglio 2027, grazie a un accordo tra i governi britannico e francese. L'opera, lunga circa settanta metri, non è propriamente un arazzo ma un grande ricamo di lana su lino, che in cinquantotto scene racconta gli eventi culminati nella battaglia di Hastings e nel trionfo di Guglielmo il Conquistatore.

Il sito preso d'assalto

L'apertura delle prenotazioni, il 1° luglio, ha scatenato una corsa senza precedenti. Nel giro di poche ore decine di migliaia di persone si sono ritrovate in coda virtuale sul sito del museo, con attese che secondo diverse testimonianze arrivavano fino a nove ore e un traffico enormemente superiore alla media. I biglietti per i primi mesi di apertura sono andati esauriti rapidamente. Secondo quanto riportato dal The Art Newspaper, il museo ha registrato la più grande giornata di vendite della sua storia, con un incasso di circa 2,5 milioni di sterline in ventiquattr'ore. Ulteriori lotti di biglietti saranno messi in vendita nei mesi successivi.

Uno scambio tra Londra e Parigi

Il prestito nasce da un'intesa maturata a livello politico tra il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Si tratta di un'operazione delicata: l'Arazzo è custodito da secoli a Bayeux, in Normandia, dove è considerato patrimonio nazionale. Per assicurare l'opera durante il trasferimento, il Tesoro britannico ha previsto una copertura da centinaia di milioni di sterline. In cambio, il Regno Unito invierà in Francia alcuni dei suoi tesori più celebri, tra cui i reperti di Sutton Hoo e una parte delle Figurine di Lewis. Il trasferimento è reso possibile anche dalla chiusura per lavori del museo di Bayeux.

Un capolavoro fragile

Non sono mancate le preoccupazioni. Storici dell'arte e restauratori hanno espresso timori sulla tenuta di un manufatto dell'XI secolo sottoposto a un lungo viaggio, temendo danni a un bene unico e insostituibile. Al netto delle cautele, la mostra segna il rilancio delle relazioni culturali tra Francia e Regno Unito, ancora segnate dalle tensioni della Brexit, e trasforma un ricamo di mille anni fa in un simbolo di riavvicinamento. Il capolavoro, dopo la parentesi londinese, dovrà rientrare in Normandia entro l'autunno del 2027.