Una prima volta lunga decenni
C'è una barriera che l'Egitto non era mai riuscito a superare, e che ora è caduta. Come racconta Al Jazeera, i Faraoni hanno battuto l'Australia ai calci di rigore, imponendosi 4-2 dal dischetto dopo l'1-1 maturato al termine dei tempi supplementari. È la prima vittoria della storia egiziana in una gara a eliminazione diretta ai Mondiali: un traguardo mai raggiunto nelle precedenti partecipazioni, arrivato nell'edizione allargata a 48 squadre e ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico.
Come è andata la partita
La sfida, valida per il Round of 32, si è giocata in Texas, nello stadio dei Dallas Cowboys. A sbloccarla è stato l'Egitto: al 13' Emam Ashour ha portato avanti i Faraoni con un colpo di testa. L'Australia ha però reagito e ha trovato il pareggio nella ripresa, poco dopo l'ora di gioco, complice una sfortunata autorete di Mohamed Hany. Da lì in avanti l'equilibrio non si è più spezzato: né i minuti finali dei tempi regolamentari né la mezz'ora supplementare hanno cambiato il punteggio, rinviando ogni verdetto alla lotteria dei rigori.
La lotteria dei rigori
Dal dischetto l'Egitto si è dimostrato più solido. L'Australia ha fallito la trasformazione in un paio di occasioni decisive, mentre i Faraoni — guidati dal capitano e simbolo Mohamed Salah — hanno tenuto i nervi saldi. A chiudere i conti è stato Hossam Abdelmaguid, autore del rigore che ha fatto esplodere la gioia della squadra e dei tifosi presenti sugli spalti. Il 4-2 finale certifica non solo il passaggio del turno, ma il superamento di un limite psicologico che l'Egitto si portava dietro da generazioni.
Ora gli ottavi
Il premio per l'impresa è di quelli pesanti. Agli ottavi di finale, in programma martedì ad Atlanta, l'Egitto affronterà la vincente della sfida tra Argentina e Capo Verde: sulla carta, l'ostacolo più probabile è l'Argentina campione in carica, con la sua stella Lionel Messi. Un salto di livello enorme rispetto alla notte texana. Ma, almeno per una sera, poco importa: la squadra di Salah ha già scritto una pagina che nessuna generazione precedente era riuscita a firmare.



