Una vendita che riapre una ferita
L'eredità di Lucio Battisti torna a far discutere. Come riferisce l'ANSA, il 26 giugno la casa d'aste Finarte ha battuto un gruppo di lettere che il cantautore, ancora giovanissimo, aveva scritto alla madre. Il lotto è stato aggiudicato per circa 35 mila euro. A far rumore, però, più che la cifra, è stata la polemica che ne è seguita, in una vicenda che tocca un nervo scoperto: quello della tutela della memoria di uno degli artisti più riservati della musica italiana.
La reazione della vedova
A prendere posizione con durezza è stata Grazia Letizia Veronese, vedova di Battisti, scomparso nel 1998. In una lettera aperta, ha bollato l'operazione come un gesto privo di rispetto e di sensibilità, contestando alla radice l'idea di mettere sul mercato una corrispondenza tanto intima, in cui il figlio si confidava con la madre. Da anni Veronese è nota per la gestione rigorosa, quasi intransigente, del patrimonio artistico del marito: un controllo severo su canzoni, immagine e utilizzi, che le è valso la reputazione di custode inflessibile della memoria battistiana.
La difesa di Finarte
Di segno opposto la posizione della casa d'aste, che rivendica di aver agito con l'obiettivo di preservare l'immagine dell'artista. Secondo Finarte, quelle lettere non intaccano il mito, ma anzi restituiscono un Battisti profondamente umano e legato agli affetti familiari. A sostegno della propria linea, la casa d'aste richiama un testamento olografo del 2006 del padre del cantautore, Alfiero Battisti, nel quale si esprimeva il desiderio che quelle missive fossero rese pubbliche, così che il pubblico potesse conoscere la sensibilità e l'amore per la famiglia del figlio. Le lettere, viene inoltre ricordato, sono oggi esposte nel museo dedicato a Battisti a Poggio Bustone, con l'autorizzazione della famiglia.
Chi racconta un artista
Al di là del caso specifico, la vicenda solleva una domanda che accompagna spesso l'eredità dei grandi nomi: a chi spetta il diritto di raccontarne la vita privata? Alla famiglia che l'ha conosciuto da vicino o al pubblico che l'ha amato attraverso le sue opere? Battisti aveva costruito attorno a sé un riserbo quasi assoluto; il padre, invece, immaginava per quelle lettere una destinazione pubblica. Tra queste due volontà, e tra tutela e valorizzazione, si muove ancora oggi lo scontro sulla sua memoria.



