Cosa è stato deciso (e cosa no)
Una precisazione è d'obbligo: in Texas non è stata approvata una legge dello Stato né una direttiva del governatore. È stato il Texas State Board of Education, il Consiglio per l'istruzione, a votare — 9 favorevoli, 5 contrari — l'adozione di un elenco di letture obbligatorie per le scuole pubbliche (dalla materna al diploma) che include circa 200 passi tratti dalla Bibbia. Una decisione curricolare di un organo amministrativo, dunque, ma con effetti vincolanti per tutti i distretti scolastici dello Stato. La misura, come riporta il Texas Tribune, entrerà in vigore dall'anno scolastico 2030-31, con introduzione graduale.
Cosa leggeranno gli studenti
Le selezioni accompagnano l'intero percorso scolastico: ai più piccoli racconti come «Noè e l'arca» o «Davide e Golia», agli studenti più grandi brani via via più complessi, dalla storia di Mosè fino alle Beatitudini e a passi come il Libro di Giobbe. È prevista la possibilità per i genitori di chiedere l'esenzione, ma — precisano i funzionari — gli studenti esonerati potrebbero comunque essere interrogati sui contenuti nelle prove standardizzate.
Le critiche
L'opposizione è ampia. Associazioni per la separazione tra Stato e Chiesa parlano di violazione del Primo Emendamento, che vieta l'imposizione di una religione di Stato. Critiche dure anche dalla comunità ebraica: alcuni rabbini, auditi dal consiglio, hanno denunciato che l'etichetta «giudeo-cristiana» finisce per promuovere il Protestantesimo nelle scuole pubbliche, segnalando la scarsa rappresentatività dell'elenco — quasi tutto di tradizione cristiana protestante, con un solo riferimento al Tanakh e nessun testo di altre fedi. Educatori e storici hanno inoltre segnalato errori nel più ampio programma di studi sociali approvato in parallelo.
Le voci a favore
I membri conservatori del consiglio e i loro sostenitori replicano che le tradizioni giudeo-cristiane siano state determinanti per la cultura e i valori americani, e che la loro presenza nei programmi abbia un valore storico e letterario, non confessionale: includere quei testi, sostengono, non equivale a imporre una fede.
Cosa succede ora
Il provvedimento si inserisce in una revisione più ampia dei programmi di studi sociali, che riduce l'enfasi sulla storia extra-europea. Gruppi per le libertà civili hanno annunciato che valuteranno ricorsi davanti ai tribunali federali; l'avvio formale di eventuali cause resta però da confermare. Con l'entrata in vigore fissata al 2030, il dibattito sulla costituzionalità della misura — in uno Stato con circa cinque milioni di studenti nelle scuole pubbliche — è destinato a durare a lungo.



