La minaccia di Trump
Donald Trump torna ad alzare la voce contro l'Europa sul commercio. In un post su Truth Social del 26 giugno, il presidente degli Stati Uniti ha minacciato dazi del 100% su tutte le merci provenienti da qualsiasi Paese che decida di applicare una "digital services tax" alle aziende tecnologiche americane. Una tariffa che, ha scritto, prevarrebbe sugli accordi commerciali già esistenti, e che secondo le ricostruzioni potrebbe accompagnarsi a restrizioni sull'export di tecnologia e microchip statunitensi.
La condizione: la tassa sul digitale
Nel mirino c'è la digital services tax (Dst), l'imposta che colpisce i ricavi dei grandi gruppi del digitale come Google, Apple, Meta, Amazon e Microsoft. L'avvertimento riguarda soprattutto i Paesi europei — diversi dei quali, tra cui l'Italia, applicano già da anni una forma di web tax — ma si estende anche al Regno Unito. Trump definisce queste tasse strumenti "concepiti per danneggiare la tecnologia americana", come riporta la Reuters. Non è una novità assoluta: già a inizio 2025 la Casa Bianca aveva avviato un'indagine sulle digital tax di vari Paesi, Italia compresa.
L'accordo Ue-Usa a rischio
La tempistica non è casuale. Nel maggio 2026 Unione Europea e Stati Uniti avevano finalizzato un'intesa che fissa al 15% il tetto della maggior parte dei dazi sulle esportazioni europee, con attuazione prevista per inizio luglio. Le tasse sul digitale, però, erano state escluse da quell'accordo: la minaccia di Trump arriva quindi a pochi giorni dal traguardo, rimettendo potenzialmente in discussione l'equilibrio raggiunto, come sottolinea la PBS.
Le reazioni
La risposta più netta è arrivata da Parigi: il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere che la Francia "non si piegherà" e non cancellerà la propria imposta sotto pressione, secondo RTÉ. Dal lato della Commissione europea viene rivendicato il diritto dell'Unione a regolare le attività economiche sul proprio territorio. Per l'Italia, esportatrice netta verso gli Stati Uniti, una guerra dei dazi su questo fronte avrebbe ricadute pesanti su interi comparti del made in Italy: al momento non risultano reazioni ufficiali del governo alla minaccia. Resta una certezza: a pochi giorni dalla scadenza dell'intesa, il dossier commerciale tra le due sponde dell'Atlantico è tornato a farsi incandescente.



