Una baia integra al centro dello scontro

Cala Finanza, una delle insenature più integre della Gallura, affacciata sull'area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, è da settimane al centro di un braccio di ferro tra investitori, governo, Regione e Comune. Il progetto, riferito dall'ANSA, porta la firma del gruppo brasiliano JHSF (catena Fasano), che tramite la controllata Tavolara Bay srl punta a realizzare un complesso di lusso a cinque stelle — albergo, ville, marina e servizi esclusivi — in uno dei tratti di costa più vincolati d'Italia.

La marcia indietro del Comune

La battuta d'arresto più immediata arriva dall'amministrazione locale. Il sindaco di Loiri Porto San Paolo, Francesco Lai, ha annunciato che il consiglio comunale voterà la revoca della delibera approvata a fine 2025, quella che aveva riclassificato l'area aprendo la strada all'intervento. Il motivo, spiega Sardiniapost, è la scoperta da parte degli uffici tecnici di alcuni interventi non autorizzati realizzati dai privati nell'area del progetto. A complicare il quadro, le dimissioni dell'assessore al Turismo, che ha invocato un possibile conflitto di interessi per un legame familiare con la dirigenza della società.

Il nodo istituzionale: governo, Regione, ZES

Sullo sfondo c'è uno scontro tra livelli di governo. All'inizio di giugno il Consiglio dei ministri aveva dato un primo via libera utilizzando le procedure semplificate delle Zone Economiche Speciali (ZES) — un percorso che, secondo i critici, rischia di aggirare le ordinarie valutazioni paesaggistiche. La Regione Sardegna si è opposta con decisione, annunciando ricorso al TAR e lamentando l'assenza delle valutazioni ambientali ritenute necessarie per un'area di tale pregio.

Le associazioni e il valore dell'area

Contro il progetto si sono schierate le associazioni ambientaliste, da WWF a Lipu, che chiedono lo stop al procedimento per non alterare in modo irreversibile un habitat costiero ancora intatto. L'area marina protetta di Tavolara, istituita nel 1997, è tra le più importanti del Mediterraneo: acque cristalline, praterie di posidonia e una biodiversità di rilievo europeo. Per ora la società ha rinunciato ad alcune strutture stagionali per il 2026, ma il piano complessivo non è stato abbandonato: tra ricorso al TAR e abusi documentati, la partita per Cala Finanza è tutt'altro che chiusa.