Una band che non conosce tramonto
Sessantaquattro anni dopo il primo accordo, in un pub di Londra nel 1962, i Rolling Stones tornano con musica nuova. Il 10 luglio esce Foreign Tongues, nuovo album in studio del nucleo storico ormai composto da Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood, come riferisce l'ANSA. Non una ristampa celebrativa né un cofanetto nostalgico: inediti, registrati a Londra in poche, intense settimane.
Di nuovo con Andrew Watt
Alla produzione torna Andrew Watt, lo stesso che aveva riportato la band in studio per Hackney Diamonds (2023), il primo disco di inediti dopo quasi vent'anni. Il metodo, raccontato da Billboard, è quello di una lavorazione veloce e ad alta tensione creativa, che ha spinto i tre a dare forma a brani rimasti a lungo nel cassetto. I primi singoli pubblicati anticipano un disco che non rinuncia all'energia elettrica del marchio Stones.
Ospiti d'eccezione e il ricordo di Charlie
Come già per il precedente album, gli Stones non sono soli: tra gli ospiti figurano nomi di primo piano del rock, da Paul McCartney a Steve Winwood, fino a musicisti di generazioni diverse. Ma il nome che pesa di più, emotivamente, è quello di Charlie Watts: il batterista, scomparso nel 2021, sarebbe presente su una traccia grazie a una registrazione d'archivio, affiancato dal suo successore Steve Jordan. Un modo discreto di tenere viva una presenza che per i fan è ancora difficile pensare come assenza.
Restare contemporanei
La domanda che accompagna la band da decenni — «per quanto ancora?» — continua a ricevere la risposta migliore: un disco nuovo. In un'epoca in cui il catalogo storico degli Stones vale una fortuna e le ristampe si moltiplicano, scegliere di incidere inediti è quasi una dichiarazione di principio. Sessantaquattro anni dopo il debutto, Jagger, Richards e Wood continuano a fare la cosa più difficile: restare contemporanei senza smettere di essere sé stessi.



