Quartieri al buio

Pochi giorni hanno bastato a mettere in crisi la rete elettrica di Torino. Tra il 22 e il 25 giugno una serie di interruzioni di corrente ha lasciato al buio numerosi quartieri — da Mirafiori a Borgo Vittoria, dalla Crocetta a San Donato — in alcuni casi per oltre quindici ore consecutive, con ascensori bloccati e frigoriferi da svuotare. La causa principale, come riportano le cronache locali, è l'ondata di caldo eccezionale che ha spinto i consumi a livelli record, complice l'uso diffuso dei condizionatori.

Una rete sotto pressione

Il problema non è solo il caldo, ma anche l'età dell'infrastruttura. La rete di distribuzione cittadina, in gran parte interrata, soffre quando le temperature salgono: il calore del sottosuolo si somma al carico elevato, portando i componenti al limite. I picchi di domanda registrati in questi giorni — molto superiori a quelli di pochi anni fa — hanno messo a nudo la fragilità di un sistema pensato per un clima e per consumi diversi.

La risposta di Iren

Il consiglio di amministrazione di Iren si è riunito per analizzare l'emergenza e ha deciso, come comunica l'ANSA, di «accelerare il piano di investimenti infrastrutturali di medio e lungo periodo». Sul piatto 515 milioni di euro da destinare alla rete elettrica torinese entro il 2030, con priorità al potenziamento delle linee in media tensione e delle cabine, alla resilienza contro le ondate di calore e al monitoraggio preventivo dei guasti. Sul fronte immediato, è previsto un forte aumento delle risorse tecniche reperibili 24 ore su 24 e l'impiego di gruppi elettrogeni mobili nei nodi critici.

Un problema strutturale

I blackout torinesi non sono un incidente isolato ma il sintomo di una questione più ampia: reti costruite decenni fa, progettate per consumi inferiori, che devono reggere estati sempre più calde e una domanda elettrica in crescita. Il piano da mezzo miliardo va nella direzione giusta, ma i lavori richiederanno anni. Nel frattempo, l'azienda assicura di aver dato priorità ai servizi essenziali e ai cittadini più vulnerabili — mentre in Consiglio comunale l'opposizione chiede chiarimenti ed eventuali rimborsi per i disagi subiti.