Londra come palcoscenico d'apertura

Non Genova, ma Londra. È nella capitale britannica, all'Istituto Italiano di Cultura, che è stata presentata la 59ª edizione del Premio Paganini, il concorso internazionale di violino che porta il nome del più celebre virtuoso della storia. La scelta della sede non è casuale: due anni fa il vincitore della 58ª edizione, Simon Zhu, si esibì con il leggendario violino il Cannone di Paganini davanti a re Carlo III, lasciando un segno nel pubblico britannico.

Da Tokyo a New York, poi Genova

Il cammino verso la finale è globale. Tra aprile e maggio 2027 le audizioni dal vivo si terranno in cinque città: Tokyo, Shanghai, Berlino, Genova e New York. I migliori accederanno alle finali genovesi, in programma dal 12 al 24 ottobre 2027, distribuite tra Palazzo Tursi, il Teatro Carlo Felice e il Teatro Gustavo Modena. Genova resta il cuore della competizione: è qui che si custodisce il Cannone, il violino Guarneri del Gesù che Paganini lasciò in eredità alla città.

Una giuria rinnovata, con una prima volta storica

La novità più rilevante riguarda la presidenza della giuria, affidata a Ning Feng, violinista cinese vincitore del premio nel 2006: è il più giovane presidente di giuria nella storia del Paganini e il primo proveniente dall'Asia. Al suo fianco siedono Ju-Young Baek, Mauro Bucarelli, Francesca Dego, Ida Kavafian, Roman Simovic e Akiko Suwanai — una composizione più giovane e con maggiore presenza femminile rispetto al passato.

L'elettronica entra in gara

Tra le novità di regolamento spicca l'introduzione, in semifinale, di un brano per violino e live electronics commissionato al compositore Matteo Franceschini. Un segnale chiaro: il Paganini non vuole restare ancorato alla sola tradizione, ma dialogare con il suono contemporaneo. Lo strumento che fu rivoluzionario ai tempi di Paganini si confronta così con le tecnologie del nostro secolo — un modo per tenere vivo un concorso che continua a lanciare i migliori giovani violinisti del mondo.