Una nave come laboratorio

Non una lezione in aula, ma un ponte di comando, una torre di posa tubi e sistemi di sollevamento da migliaia di tonnellate. Gli studenti dell'Università di Genova sono saliti a bordo della JSD6000, la nave multifunzionale di ultima generazione di Saipem dedicata alle grandi operazioni di costruzione e posa di condotte sottomarine. L'iniziativa rientra in una collaborazione tra il gruppo e l'ateneo genovese e segna un passo concreto verso una formazione universitaria più vicina alla realtà industriale del mare.

La JSD6000 è una delle navi più sofisticate del suo settore, capace di operare a grandi profondità grazie a sistemi di posa avanzati e a un posizionamento dinamico che ne garantisce la stabilità anche in condizioni difficili. Per chi studia ingegneria navale, meccanica o discipline affini, è un vero caso di studio in acciaio e tecnologia.

Un ponte tra ateneo e industria

La visita si inserisce in un accordo quadro tra Saipem e l'Università di Genova finalizzato a promuovere collaborazione su formazione, ricerca e sviluppo di competenze specializzate. L'obiettivo è creare un canale stabile tra mondo accademico e industria offshore, con vantaggio reciproco: da un lato studenti che acquisiscono familiarità con ambienti operativi reali, dall'altro un'azienda che coltiva il vivaio di talenti tecnici di cui il settore ha bisogno. A bordo, i partecipanti hanno potuto esplorare le aree principali della nave accompagnati dal personale tecnico, apprendendo le logiche della posa di condotte e delle operazioni di sollevamento in alto mare.

Genova e il mare

L'iniziativa rinnova una vocazione storica: Genova è da sempre uno dei poli italiani più importanti per l'ingegneria navale e marittima. In una fase in cui la transizione energetica spinge verso nuove infrastrutture offshore — dalle condotte ai cavi sottomarini fino all'eolico in mare — la domanda di ingegneri capaci di lavorare in contesti così complessi è in crescita. Portare gli studenti direttamente a bordo è insieme un gesto di apertura e un investimento sul futuro del settore. Il numero esatto dei partecipanti e i corsi di provenienza non sono stati precisati nelle note disponibili.