Venticinque anni di confronto
C'è chi i festival li attraversa e chi li costruisce, anno dopo anno. I Dialoghi di Trani appartengono alla seconda categoria: nati nella città pugliese affacciata sull'Adriatico, tagliano quest'anno il traguardo della XXV edizione, in programma dall'11 al 26 settembre 2026. La formula resta quella delle origini: mettere a confronto voci diverse, spesso distanti, e lasciare che dal dialogo nasca qualcosa di nuovo.
La «Complessità» come bussola
Il tema scelto per il 2026 è quanto mai attuale: la Complessità. Non intesa come sinonimo di complicato, ma come spazio fertile per comprendere il presente e immaginare il futuro. In un'epoca che premia la semplificazione e la risposta immediata, il festival sceglie l'opposto: fermarsi, accettare l'ambiguità, tenere insieme le contraddizioni senza forzarle a risolversi.
Gli ospiti
Il programma, annunciato dall'ANSA, porta a Trani nomi di primo piano della cultura italiana: la scrittrice Dacia Maraini, lo scrittore ed ex magistrato Gianrico Carofiglio, il giurista e già presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky, la giornalista e narratrice Concita De Gregorio e il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, insieme alla voce ucraina di Yaryna Grusha. Un ventaglio di prospettive — letterarie, giuridiche, giornalistiche — coerente con la vocazione del festival a non rifugiarsi in nessuna comoda certezza.
Oltre i confini pugliesi
A tenere le fila della manifestazione è l'associazione culturale La Maria del Porto, con la direzione artistica di Rosanna Gaeta. E l'edizione del quarto di secolo guarda anche all'estero: dopo Trani, i Dialoghi faranno tappa ad Atene e alla Buchmesse di Francoforte, la più importante fiera del libro al mondo, portando la voce pugliese nel cuore del dibattito culturale europeo. Trani, con la sua cattedrale romanica protesa sul mare, non è una cornice qualsiasi: è parte del messaggio, la bellezza come condizione per il pensiero.



