Uno sguardo senza precedenti
Per millenni il cuore della Via Lattea è rimasto nascosto dietro fitte nubi di gas e polvere. Ora il telescopio spaziale Euclid dell'ESA ci permette di guardarlo con una nitidezza mai raggiunta in luce visibile. L'immagine, diffusa il 24 giugno 2026, è un mosaico di nove riprese ottenute in circa 26 ore di osservazione: una fotografia da 324 megapixel che ritrae oltre 60 milioni di stelle, insieme a nebulose e ammassi.
Per dare un'idea della potenza dello strumento: ogni singola ripresa di Euclid copre un'area di cielo circa 270 volte più grande del campo visivo del telescopio Hubble.
Perché è utile, non solo bella
Oltre alla spettacolarità, l'immagine ha un valore scientifico preciso. La regione ritratta — il rigonfiamento centrale della galassia, che ospita il buco nero supermassiccio Sagittarius A* — è il terreno ideale per la tecnica del microlensing gravitazionale: quando una stella passa davanti a un'altra, la sua gravità ne amplifica la luce, rivelando pianeti altrimenti invisibili. L'immagine include già decine di sistemi planetari noti e farà da mappa di riferimento per future campagne di ricerca di esopianeti.
Anche ALMA scende nei dettagli
In parallelo, il radiotelescopio ALMA dell'ESO, nel deserto cileno di Atacama, ha prodotto la più grande immagine mai realizzata dal suo array, dedicata alla cosiddetta Zona Molecolare Centrale, attorno a Sagittarius A*. Il progetto, frutto del lavoro di oltre 150 scienziati di decine di istituzioni, rivela una rete intricata di filamenti di gas freddo e la presenza di numerose molecole, da composti semplici fino a molecole organiche complesse: una chimica sorprendente in un ambiente estremo.
Le nostre origini cosmiche
Messe insieme, la fotografia ottica di Euclid e la mappa radio di ALMA restituiscono il ritratto più completo mai ottenuto del centro della Via Lattea. Non solo immagini affascinanti, ma strumenti che aiuteranno a capire come nascono stelle e pianeti e come funziona la galassia che ci ospita. Guardare il cuore della Via Lattea, in fondo, è anche un modo per guardare le nostre origini.



