La scena cambia colore
Il set cinematografico italiano si tinge di verde. Non solo per le location tra boschi e coste, ma per un cambiamento nel modo in cui i film vengono prodotti, distribuiti e proiettati. A fotografarlo è l'Osservatorio Cinema e Ambiente, che nel suo rapporto registra una crescita delle produzioni audiovisive dotate di certificazione ambientale. Il progetto è promosso da Anec Lazio (gli esercenti cinematografici), Green Cross Italia e Atip (i teatri privati), ed è sostenuto con i fondi del programma europeo NextGenerationEU tramite il Ministero della Cultura.
Cosa vuol dire produrre «green»
Una produzione sostenibile non è soltanto quella che racconta l'ambiente sullo schermo. È un approccio pratico lungo tutta la filiera: riduzione delle emissioni di CO₂ sul set, gestione responsabile dei rifiuti, contenimento delle trasferte, energie rinnovabili per illuminazione e attrezzature. In Europa esistono protocolli codificati; in Italia si lavora a standard simili, anche se la certificazione per le produzioni resta un percorso in evoluzione.
Sale e teatri si rinnovano
I dati più concreti riguardano gli spazi dello spettacolo. Secondo il rapporto, centinaia di sale cinematografiche e teatri — 270 cinema e 363 teatri — hanno completato interventi di efficienza energetica, spesso grazie alle risorse del PNRR: dall'illuminazione a LED alla riqualificazione degli impianti di riscaldamento e raffreddamento, con benefici sia per le bollette degli esercenti sia per l'impronta ambientale complessiva.
Quando il cinema racconta la terra
Accanto alla dimensione tecnica c'è quella narrativa. L'Osservatorio segnala la tendenza crescente dei registi italiani a portare sugli schermi storie legate al rapporto tra esseri umani e ambiente. Tra gli esempi citati, La vita va così di Riccardo Milani, che racconta il conflitto tra la necessità del lavoro e la tutela del territorio. Una strada ancora lunga verso un'industria davvero a basso impatto, ma l'Osservatorio rappresenta intanto un primo presidio stabile di monitoraggio in un Paese che ogni anno produce centinaia di ore tra cinema, fiction e documentari.



