Un ritratto da record
Circa 60 milioni di stelle in un solo scatto. È l'immagine straordinaria diffusa dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA): la fotografia in luce visibile più grande e dettagliata mai realizzata del centro della Via Lattea, la nostra galassia. A firmarla è Euclid, il telescopio spaziale europeo lanciato nel 2023 e nato per studiare la struttura su grande scala dell'universo, ma capace anche di questo capolavoro: un mosaico che ritrae la regione più affollata e luminosa della Galassia, il cosiddetto bulge (il rigonfiamento centrale), realizzato in poco più di un giorno di osservazione.
La sfida tecnica
Fotografare il centro galattico in luce visibile è difficilissimo: nubi di polvere lo oscurano e le stelle sono talmente fitte da confondersi. Eppure Euclid, come spiega Media INAF, riesce a distinguere le singole stelle anche lì, con una nitidezza paragonabile a quella di Hubble ma su un campo enormemente più ampio. Per dare la misura dell'impresa: ottenere dati equivalenti con un grande telescopio terrestre avrebbe richiesto migliaia di ore di osservazione, contro le poche decine impiegate dal telescopio spaziale.
Non solo bellezza: la caccia agli esopianeti
Oltre allo spettacolo, c'è la scienza. Uno degli obiettivi è la ricerca di esopianeti — pianeti attorno ad altre stelle — con la tecnica del microlensing gravitazionale: quando un corpo passa davanti a una stella più lontana, la sua gravità ne curva la luce come una lente, producendo un lampo misurabile. Una mappa di riferimento così precisa permette di cogliere questi eventi con grande accuratezza. L'immagine farà anche da apripista per future missioni dedicate proprio alla mappatura di quella regione.
Un'eccellenza anche italiana
La missione Euclid vede un contributo italiano di primo piano, con l'INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e l'INFN coinvolti e centinaia di ricercatrici e ricercatori italiani al lavoro. Ogni puntino luminoso di quel mosaico è un sole, potenzialmente con i suoi pianeti: non solo l'immagine più dettagliata mai scattata al cuore della Galassia, ma un archivio che gli astronomi esploreranno per anni.



